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Ripartenza: il PD bergamasco in ascolto di imprese e associazioni

07/05/2021   lavoro


Il Partito Democratico di Bergamo insieme ai suoi rappresentanti istituzionali Antonio Misiani, Elena Carnevali, Leyla Ciagà, Jacopo Scandella ha promosso nella giornata di oggi un momento di incontro e ascolto con i protagonisti del mondo economico e produttivo bergamasco, in vista dell’aggiornamento del quadro normativo relativo alle riaperture e alle nuove disposizioni per il contenimento dei contagi da Covid-19.

“Siamo consapevoli degli enormi sforzi sostenuti da imprese e lavoratori da oltre un anno a questa parte – spiega il segretario provinciale PD Davide Casati – e crediamo che una fase delicata come quella della ripartenza non possa prescindere da un confronto diretto e aperto sulle priorità e sulle prospettive delle parti coinvolte”.

Tanti gli spunti emersi dal confronto, tutti legati dal fil rouge della necessità di passare dalla logica assistenzialista delle misure emergenziali a quella a più ampio respiro del sostegno agli investimenti e all’occupazione. Ad unire i vari settori è anche una condivisa preoccupazione relativa al rincaro delle materie prime, oltre alla centralità della formazione, delle politiche attive per il lavoro e della sostenibilità ambientale.




Ance ha segnalato una preoccupante crescita dei prezzi di acciaio, rame, plastica e derivati del petrolio, che stanno determinando il fermo di diversi cantieri aperti oltre alla scarsa se non nulla partecipazione alle gare d’appalto per le opere pubbliche. Apprezzata la misura del superbonus, giunta ormai al secondo anno, per la quale i costruttori richiedono maggior semplificazione delle procedure e la proroga anche per l’anno prossimo.

Le filiere di produzione e la loro tutela sono al centro delle richieste di Confindustria, che evidenzia come le esportazioni di materie prime riciclate stiano vanificando gli sforzi fatti per sostenere l’economia circolare.

Confcooperative ha portato l’attenzione sulla necessità di stabilire una tassazione per l’economia digitale, e di una revisione della tassazione che gravi maggiormente sulle rendite e meno sul lavoro, liberando risorse per gli investimenti.

Il mondo dell’artigianato, rappresentato da CNA, auspica al mantenimento di un regime costante delle attività, a minor intensità del normale ma continuo, senza più stop and go.


Anche Confesercenti sottolinea l’importanza di uscire dall’emergenza, velocizzando e superando la programmazione delle misure di allentamento laddove necessario al fine di restituire al più presto dinamicità al settore del commercio, sostenendo inoltre le attività di vicinato e valutando misure di tassazione delle nuove forme di commercio on line a livello globale. L’associazione inoltre ricorda di considerare nelle riaperture anche le fiere (ad esempio quella di San Martino e di Santa Lucia), che coinvolgono numerosi ambulanti che commerciano su aree pubbliche.



Oriocenter, in rappresentanza dei centri commerciali, chiede di riaprire nei weekend: nella struttura, la prolungata chiusura nei fine settimana mette a rischio la tenuta di 280 aziende e 17 mila posti di lavoro tra addetti e indotto.

Coldiretti e Confagricoltura oltre ad evidenziare l’aumento del costo delle materie prime segnala la necessità di una nuova attenzione alle politiche comunitarie, affinché non venga compromessa la sostenibilità economica e ambientale dell’agricoltura italiana. Grande attenzione anche alle infrastrutture, la cui importanza strategica viene riconosciuta dalle categorie ma per le quali viene richiesta una scrupolosa pianificazione e un altrettanto scrupoloso tracciamento, al fine di scongiurare una trasformazione dei territori che abbia impatti anche sociali.

Dai Sindacati di CGIL, CISL e UIL all’allarme sicurezza sul lavoro seguono le richieste di ampliare gli ammortizzatori sociali anche ai lavoratori autonomi, oltre che di prorogare il blocco dei licenziamenti. La formazione e le politiche attive del lavoro devono essere centrali per ‘recuperare’ sia i NEET che coloro che sono alla ricerca di ricollocamento.

L’accesso al credito e il prolungamento della moratoria mutui sono tra le priorità indicate dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e da Confimi: la ripresa è in atto ma molte aziende hanno ancora bisogno di qualche mese per risollevarsi. La burocrazia resta una nota dolente, e si chiede anche maggior attenzione ai contribuenti attraverso indicazioni chiare sulle basi imponibili per calcolare i contributi, la cui scadenza è prevista per il 28 maggio.

Al termine degli interventi dei rappresentanti delle varie categorie, il senatore Antonio Misiani e gli istituzionali presenti On. Elena Carnevali, On. Leyla Ciagà, Cons. Regionale Jacopo Scandella hanno evidenziato le nuove misure inserite nei decreti sostegni che accoglieranno buona parte delle richieste. Il Senato ha ieri approvato il Decreto Sostegni 1, mentre nei primi giorni della settimana prossima il Governo approverà il Decreto Sostegni 2 che prevede contributi a fondo perduto, contributi/sgravi per costi fissi, misure per la liquidità delle aziende.
In merito alle riaperture i rappresentanti del PD si sono fatti carico delle richieste avanzate e, visto l’avanzamento della campagna vaccinale, le sottoporranno all’attenzione del Governo in vista del nuovo decreto previsto a metà maggio.

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