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Riforma costituzionale, la proposta del Partito democratico

05/10/2020   lavoro
“L’obiettivo del Pd è rispondere in maniera positiva alle aspettative degli italiani e alla loro voglia, ancora dentro a una fase drammatica, di ritrovare speranza e fiducia nel futuro”.

Lo ha detto il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, nel corso della conferenza stampa di presentazione del progetto di riforma costituzionale messa a punto dai dem. A presentare il progetto insieme al segretario, nella sede del Nazareno, Andrea Orlando, Roberta Pinotti, Dario Franceschini e Graziano Delrio, insieme a Dario Parrini e Stefano Ceccanti, gli estensori della proposta.

“Non possiamo lasciare fuori questa voglia di riscatto – ha detto ancora Zingaretti – . Oggi ci sono nuove dati sull’occupazione che fanno ben sperare, qualcosa si muove, ma noi vogliamo essere tra coloro che di più insistono per dimostrare che è possibile costruire un Paese nuovo, che risponda alla voglia di riscatto degli italiani”.

“Non vogliamo tornare indietro, dopo il Covid si può costruire un’Italia migliore“, ha rimarcato il segretario del Pd, aggiungendo di pensare a “un modello economico e sociale più inclusivo, un nuovo modello produttivo e a un nuovo sistema di rapporti tra Stato e imprese, meno burocratico e che dia slancio alla competitività con gli investimenti nel digitale e nella green economy”.

Oggi, ha sottolineato “apriamo un altro cantiere, quello istituzionale. Un contributo che mettiamo a disposizione della discussione innanzitutto parlamentare”. Ed è al Parlamento che il segretario dem si rivolge quando afferma che si tratta di un contributo “rivolto anche alle opposizioni”.

“Forza Italia ha già dato la disponibilità ad aprire confronto e non c’è una chiusura pregiudiziale dei leader della destra italiana”, ha ricordato Zingaretti. Per poi ribadire: “È il contributo di chi si assume la responsabilità di aprire un nuovo fronte riformatore, come avevamo annunciato e come avevamo detto sostenendo il Sì al referendumaprendo una nuova stagione di riforme”.

“Da ora – è l’impegno del segretario dem – parte un lavoro politico di confronto con le altre forze di maggioranza e non solo; con i costituzionalisti, protagonisti anche del dibattito sul referendum, e che chiameremo al protagonismo perché convinti dell’utilità del loro contributo”.

Ma il punto che più di tutti il segretario ha tenuto a sottolineare è la volontà di fare della battaglia per istituzioni più efficienti “una battaglia popolare”. E per questo, ha annunciato, la petizione a sostegno del progetto del Pd sarà disponibile anche sulla piattaforma change.org.

Una chiosa infine sul referendum che il 20 e 21 settembre ha dato luce verde al taglio dei parlamentari con un’ampia partecipazione e un lago sostegno al Sì. Una partecipazione e un sostegno alla riforma che per Zingaretti “non avevano il sapore dell’antipolitica,” ma che al contrario sono stati il segno della volontà “di di volersi riappropriare della politica, che adesso deve trovare un riscontro. E questa è una buona occasione, con questo testo e ci siamo assunti questa responsabilità e apriamo con spirito costruttivo una fase nuova nella vita istituzionale di questo Paese”.



Anche per il vicesegretario del Pd Andrea Orlando l’iniziativa di oggi segna “la ripresa di un cammino verso il riformismo istituzionale“. Un cammino, ha ricordato, che si è interrotto con il referendum del 2016 e che però “non fa venir meno l’esigenza di un ammodernamento del nostro sistema istituzionale”.

“Si è affrontato questo passaggio – ha sottolineato Orlando – anche facendo tesoro di quella esperienza”. E dunque “non più una grande riforma che mettesse dentro tutto”, quanto piuttosto “un cantiere che si rimette in moto”.

Un passaggio, quello della presentazione del progetto dem per le riforme costituzionali, “che deve essere accompagnato da una iniziativa popolare“, e per questo “promuoveremo una raccolta di firme che dia una dimensione più larga a una iniziativa che svilupperemo a livello parlamentare”. Perché, è l’opinione di Orlando, “dobbiamo portare il Paese a discutere della necessità di un cambio di assetto del nostro sistema istituzionale”.

Un discorso che è importante riprendere, è il ragionamento del vice di Zingaretti, anche per superare un dibattito che fin qui “è stato tutto legato alla retorica anti-casta”, per Orlando “un dibattito falso rispetto ai veri problemi del funzionamento del nostro sistema istituzionale”.

Carla Attianese – Immagina
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