Il profitto degli algoritmi diventi ricchezza per chi lavora: la rivoluzione digitale o è sociale o non è progresso.
Viviamo un momento di trasformazione profonda. L’economia globale si ridisegna, le tecnologie cambiano il volto del lavoro, le tensioni geopolitiche pesano su filiere produttive e mercati. In mezzo a questo cambiamento, c’è chi rischia di restare indietro: chi lavora ogni giorno ma non riesce ad arrivare a fine mese, chi teme che il proprio mestiere venga svuotato dall’automazione, chi cerca stabilità in un mercato sempre più frammentato.
Il Partito Democratico di Bergamo scende in piazza il 1° maggio con una convinzione semplice: il cambiamento non è un destino da subire, ma una responsabilità da governare. La tecnologia può liberare tempo e creare benessere, ma solo se la ricchezza che produce viene redistribuita, se i diritti dei lavoratori vengono aggiornati e rafforzati, se nessuno viene lasciato solo davanti alle trasformazioni. Per noi del Partito Democratico il profitto dell’innovazione deve diventare benessere collettivo. L’uomo deve restare il fine, la tecnologia solo lo strumento.
Saremo in piazza con CGIL, CISL e UIL perché crediamo che la politica debba stare dove stanno i lavoratori.