30/09/2025

Presidio in Piazza Matteotti per la Global Sumud Flotilla, il Dem Paolo Romano: “Le prossime 48 ore fondamentali”

Esteri

Presidio in Piazza Matteotti per la Global Sumud Flotilla, il PD bergamasco in collegamento con il consigliere regionale Dem Paolo Romano: “Le prossime 48 ore fondamentali” Bergamo, 30 settembre 2025 – Da 30 giorni in Piazza Matteotti si rinnova ogni sera il presidio promosso dall’associazione Le Veglie contro le morti in mare e sostenuto da partiti, associazioni, sindacati e cittadinanza attiva. Un appuntamento che a Bergamo, come in tante altre città italiane, tiene viva l’attenzione su Gaza e ribadisce la richiesta di pace, corridoi umanitari e rispetto del diritto internazionale. Ieri sera, nel corso del presidio, si è svolto il collegamento con la Global Sumud Flotilla e con il consigliere regionale PD Paolo Romano, a bordo della missione che punta ad aprire per la prima volta dopo 17 anni un corridoio umanitario via mare verso Gaza. In apertura, il segretario provinciale Gabriele Giudici ha sottolineato l’importanza di questa doppia azione, in mare e a terra: “Il presidio che da 30 giorni si svolge in Piazza Matteotti, così come gli altri diffusi in tutta Italia, è parte integrante della missione. Noi qui a terra continuiamo a lavorare affinché l’opinione pubblica e i governi del mondo possano proteggere la flottiglia, quello che state trasportando e soprattutto il popolo palestinese.” Nel suo intervento, Paolo Romano ha raccontato le difficoltà della navigazione verso Gaza, la crucialità delle prossime ore e la speranza di aprire, per la prima volta dopo 17 anni, un corridoio umanitario via mare per portare aiuti fondamentali alla popolazione civile. “Siamo ora a 320 miglia dalle coste di Gaza, che vuol dire che potremo arrivare in circa tre giorni e mezzo di navigazione. Ma soprattutto – ha spiegato – mercoledì entreremo nella cosiddetta linea arancione, quella oltre la quale sono avvenuti in passato abbordaggi illegali secondo il diritto internazionale.” Romano ha quindi lanciato un appello ai governi, e in particolare a quello italiano, perché si impegnino realmente per garantire il passaggio della flottiglia, facendo pressione su Israele affinché venga rispettato il diritto internazionale e non vengano fermati aiuti destinati a civili stremati da mesi di bombardamenti, fame e sete. “Sono le prossime 48 ore quelle decisive in cui abbiamo bisogno che i nostri governi facciano pressione in maniera seria e profonda sul governo di Israele affinché non ci sia il blocco navale. Noi abbiamo vari scenari davanti, ma una cosa dev’essere chiara: se metteranno in campo un blocco navale di imbarcazioni militari, per quanto noi abbiamo tutta la buona volontà, per noi non sarà possibile passare.” Ha poi sottolineato l’importanza dell’azione del governo italiano: “Il sostegno che il Governo Meloni ci ha dato finora era solo per provare a calmare le piazze, ma non era reale. Noi abbiamo bisogno invece che metta Israele alle strette, che gli dica che se noi non verremo fatti passare, che se verremo rapiti dal mare con un abbordaggio o feriti, l’Italia farà saltare tutte le relazioni con Israele oltre a fare ciò che avrebbe già dovuto fare: embargo totale di armi verso Israele, riconoscimento dello Stato di Palestina e cessazione dei rapporti commerciali.” In chiusura, l’appello del responsabile Pace ed Esteri del PD provinciale, Marco Carissimi: “Bergamo e la comunità bergamasca continueranno a farsi sentire per la protezione dei civili e del popolo palestinese. Questo presidio, che da un mese tiene accesa la luce su Gaza, è la dimostrazione che la società civile non resta indifferente. Continueremo a farci sentire, perché il silenzio non è un’opzione di fronte alla sofferenza di migliaia di innocenti.”