26/09/2026

STATI GENERALI DELLE OROBIE, IL PD: LE MONTAGNE TORNINO AL CENTRO

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Il Partito Democratico Bergamasco si è riunito nella giornata odierna presso la Green House, in via Locatelli 111 a Zogno, per il secondo appuntamento degli “Stati Generali delle Orobie”, l’evento inaugurato lo scorso anno per analizzare e proporre soluzioni concrete ai problemi che vivono le comunità delle nostre montagne.

Tanti ospiti e tre macro-argomenti all’ordine del giorno:

Crisi demografica e servizi adeguati

Cambiamento climatico e modelli di sviluppo

Idee per una mobilità che fa vivere i territori

L’obiettivo prioritario è alimentare un dibattito costante sulle nostre valli affinché non vengano considerate sole aree di periferia, ma tornino a essere un territorio in cui le comunità possano vivere disponendo di servizi moderni ed efficienti.

«Le valli sono il nostro patrimonio più prezioso: un territorio in continuo cambiamento, che merita una politica attenta, concreta e vicina, capace di restituire alla cittadinanza un ruolo da protagonista», dichiara il segretario provinciale Gabriele Giudici a margine dell’incontro, e sottolinea: «Questo secondo appuntamento, dopo quello di Clusone dello scorso anno, serve a mantenere alta l’attenzione sulle Orobie. Dobbiamo cambiare radicalmente la visione con cui la politica affronta il tema delle valli: non possono più essere relegate al concetto di “aree interne”, quasi fossero una mera periferia in cui non è pensabile avere servizi di qualità e innovazione. Al contrario, le valli devono essere considerate un organismo vivo e autonomo. Le loro logiche vanno interpretate a livello sistemico: pensare ai trasporti solo in direzione del capoluogo, dimenticando la mobilità interna, o calibrare i servizi sanitari unicamente sull’ambito provinciale, senza considerare le oggettive difficoltà di spostamento montane, significa ignorare la realtà del territorio. È proprio questo il senso profondo del nostro convegno».

Durante i lavori, oltre a discutere di mobilità, si è fatto il punto anche sul tema delle risorse del territorio, con l’intervento del consigliere regionale Jacopo Scandella dedicato alla questione strategica dell’idroelettrico: «Alle tante buone idee che abbiamo sviluppato oggi per i servizi alla persona, la mobilità e di fondo l’equità territoriale, bisogna accompagnare una fonte di finanziamento stabile dedicata alla montagna e questa è l’idroelettrico. Una politica che non affronta la questione del rinnovo delle concessioni è una politica che non fa il suo dovere per difendere e rilanciare la montagna».

Presente anche il consigliere regionale PD Davide Casati, che durante il convegno ha presentato il Progetto di Legge n. 186, da lui ideato, dedicato alle cooperative di comunità: «Le cooperative di comunità sono allo stesso tempo motore e strumento di sviluppo, rigenerazione e coesione sociale, soprattutto in contesti territoriali fragili segnati da spopolamento, marginalità economica e riduzione dei servizi pubblici, come le aree interne e montane. È stato fondamentale riportare l’attenzione su questo tema in un appuntamento che sottolinea l’importanza delle terre alte e dei nuovi modelli di sviluppo. Il progetto di legge mira a riconoscere e consolidare questo modello fondato sulla partecipazione delle comunità locali, sulla valorizzazione delle risorse territoriali e sulla promozione di un’economia sociale capace di coniugare efficienza, inclusione e sostenibilità».

A rafforzare la necessità di un cambio di rotta è intervenuta la vicesegretaria provinciale PD Alessandra Bertolotti: «Anche oggi sono emerse le difficoltà del vivere in montagna: chi le ha raccontate è stanco, perché sono anni che dice le stesse cose in ogni sede ma nulla cambia. E non cambia perché chi potrebbe farlo su mobilità, servizi e sanità non fa nulla. Non ci crede. Il Governo di Giorgia Meloni ha messo nero su bianco che il loro impegno è “l’accompagnamento in un percorso di spopolamento irreversibile”. E Regione Lombardia è governata da 30 anni dalle stesse forze politiche: ecco perché in 30 anni le nostre valli hanno subìto un voluto immobilismo. Noi semplicemente non ci stiamo: le nostre valli meritano di essere vissute, e le persone che ci nascono hanno il diritto di scegliere di rimanere, chi abita a valle ha il diritto di scegliere di trasferirvisi, e chi vuole fare impresa ha diritto di essere supportato. Questa è la nostra visione. Serve cucire vestiti su misura: abbiamo le idee, la voglia, la competenza e la determinazione per farlo».