Sabato 19 settembre i dem bergamaschi hanno organizzato un presidio davanti al cantiere del raddoppio ferroviario Bergamo–Ponte San Pietro, in via San Bernardino, per illustrare l’interrogazione regionale a prima firma di Davide Casati con cui si chiede a Regione Lombardia di assumersi le proprie responsabilità e di intervenire per definire un cronoprogramma vincolante per la conclusione dei cantieri.
Al presidio sono intervenuti anche i sindaci di Mozzo, Gianluigi Ubiali, di Curno, Andrea Saccogna, e di Stezzano, Simone Tangorra, per ribadire la necessità di accelerare i lavori e definire un cronoprogramma credibile, così da porre fine ai disagi che i ritardi dei cantieri stanno provocando nei rispettivi territori e per le rispettive comunità.
Le dichiarazioni
Gabriele Giudici, segretario provinciale PD:
“La mobilità a Bergamo è un tema troppo serio per essere affrontato con le bugie e le semplificazioni della destra. I problemi ci sono, sono sotto gli occhi di tutti e vanno affrontati, ma raccontare ai cittadini che la responsabilità di tutto sia dell’Amministrazione comunale significa fare propaganda sulla loro pelle e nascondere una parte decisiva della realtà.
I ritardi dei cantieri di RFI stanno condizionando pesantemente la viabilità cittadina e stanno producendo conseguenze concrete sulla vita quotidiana dei bergamaschi. È singolare che chi oggi raccoglie firme contro la Sindaca eviti accuratamente di parlare delle responsabilità di RFI e del Governo, a partire dal Ministro Salvini. Non si può chiedere al Comune di risolvere problemi provocati anche da opere e cantieri che dipendono da altri soggetti e, allo stesso tempo, far finta che quei ritardi non esistano.
Noi non siamo qui per dire che va tutto bene: siamo qui per dire che le responsabilità vanno attribuite correttamente. Il Comune deve fare la propria parte, e continueremo a chiederglielo, ma RFI e Governo devono fare altrettanto. Bergamo ha bisogno di una mobilità più efficiente, di più trasporto pubblico e di alternative credibili all’auto. Per costruirle servono però infrastrutture che funzionino e cantieri che rispettino tempi e impegni. Su questo, invece di raccontare mezze verità, la destra dovrebbe chiedere conto a chi quelle opere le sta realizzando e a chi ne ha la responsabilità politica”.
Davide Casati, consigliere regionale PD:
“Con questa interrogazione vogliamo suonare la sveglia a Regione Lombardia e Ministero delle Infrastrutture che, pur essendo dello stesso colore politico, evidentemente non si parlano: a Bergamo i cantieri RFI registrano ritardi di mesi, forse anni, e né a Palazzo Lombardia né a Roma nessuno sembra muovere un dito.
Si tratta di opere importanti e necessarie, ma non è ammissibile un ritardo che in alcuni lotti supera ormai l’anno rispetto alle scadenze originarie. Ne risente la mobilità non solo cittadina ma anche provinciale, senza contare i disagi a carico dei pendolari sulle tratte interessate dai lavori.
I Comuni da soli non possono farsi carico di questi problemi, né bastano le prese di responsabilità e le scuse di RFI: sollecitiamo Regione e Ministero ad assumersi le proprie responsabilità e a intervenire, prima di tutto per definire un cronoprogramma vincolante, mantenere il monitoraggio sulla riapertura, prevista a ottobre, del secondo senso di marcia al cavalcavia di San Bernardino e, infine, adoperarsi per reperire i finanziamenti necessari a completare l’ultimo lotto del raddoppio Bergamo-Montello, che ad oggi ancora mancano”.