BERGAMO, 20 aprile 2026 – “Con la Delibera n. XII/6037 approvata oggi, la Giunta regionale mette nero su bianco l’adeguamento del Piano Territoriale Regionale (PTR), formalizzando lo stralcio definitivo della Tratta D storica della Pedemontana. È la prova provata che il progetto della IPB: l’Interconnessione Pedemontana-Brebemi, impropriamente chiamata autostrada Bergamo-Treviglio, ha perso non solo la sua utilità presunta, ma anche la sua legittimazione giuridico-normativa.”
Così Gabriele Giudici, Segretario Provinciale del Partito Democratico, commenta il provvedimento di aggiornamento degli ‘Strumenti Operativi’ del PTR ai sensi dell’art. 22, comma 1 bis della l.r. 12/2005.
“Se il progetto IPB nasceva con una missione precisa: interconnettere due sistemi autostradali,” spiega Giudici. “la delibera odierna conferma l’eliminazione del vincolo e del corridoio di salvaguardia urbanistica sulla Tratta D storica, recependo una variante che ne cambia radicalmente l’assetto. Se viene meno il punto di aggancio normativo previsto dal piano del governo del territorio, cade l’intero castello di carta dell’IPB. Come si può parlare di interconnessione verso un’opera che la stessa Regione ha appena derubricato e stralciato dai propri obiettivi infrastrutturali prioritari in quella forma?.”
Secondo il Segretario dem, l’adeguamento tecnico rivela un vicolo cieco: “La Regione ha dovuto procedere a questo stralcio per dare ‘certezza amministrativa’ ai 21 comuni coinvolti, ammettendo implicitamente che il vecchio corridoio di salvaguardia non è più compatibile con l’avanzamento progettuale.
È un’autorete clamorosa: nel momento in cui si libera il territorio dai vincoli della Tratta D lunga, si ammette che l’IPB è ormai un’opera monca, priva del presupposto logico-giuridico di rete che la giustificava nel PTR.”
“Chiediamo alla Giunta Fontana di trarre le dovute conclusioni: senza la Tratta D storica di Pedemontana, la Bergamo-Treviglio non è più un’interconnessione, ma una colata di cemento senza destinazione. È ora di fermare il progetto IPB e ripensare la mobilità del territorio su basi reali e aggiornate.”