11/09/2025

Scuola ed Università siano centrali tutto l’anno: “Sostenere famiglie e studenti per materiale didattico e spese di trasporto.”

Scuola

“La scuola è una realtà in forte difficoltà – dichiara il segretario provinciale PD, Gabriele Giudici –. Da anni famiglie e studenti sono costretti a sobbarcarsi costi sempre maggiori per libri, materiale didattico e trasporti. È necessario che il governo agisca con decisione sul diritto allo studio, finanziando adeguatamente il settore e collaborando a stretto contatto con gli enti locali, che ne sono i veri garanti. In particolare, Regione Lombardia deve assumersi fino in fondo le proprie responsabilità, rafforzando le misure su borse di studio, trasporti, servizi ed eliminando la figura degli idonei non beneficiari. La scuola oggi è fuori dal dibattito pubblico, dobbiamo riportarla al centro perché ha bisogno di attenzioni e di una riforma strutturale.” “La scuola italiana deve essere formazione di qualità, per esserlo ha bisogno di un’azione strutturale sulla Scuola Secondaria che la porti a livelli di competitività europei. Non possiamo continuare a innalzare il budget per le spese militari e sotto finanziare un settore vitale come l’istruzione. Solo così potremo costruire un’Italia ed una società migliore”. conclude Giudici. E sul tema insegnanti: “Il ministero ha previsto 65 mila nuove assunzioni, ma è una goccia nel mare – afferma Silvia Gadda, delegata Scuola e Cultura del PD bergamasco –. Non possiamo costruire una scuola del futuro con un organico instabile e sempre più anziano: oggi meno del 3% degli insegnanti ha meno di 35 anni, oltre il 53% ha superato i 50, contro una media europea del 37%. E poi il vero nodo: i docenti italiani sono tra i più sottopagati dell’area OCSE e sviliti come ruolo sociale. Stipendi competitivi sono il passo più urgente se vogliamo attrarre insegnanti preparati, energici e in grado di investire nella formazione continua. Sostenere il Paese e le famiglie è una priorità? Cominciamo con il dare vere opportunità a chi sta crescendo: sono questi ragazze e ragazzi che, con i loro insegnanti come guida, disegneranno l’Italia del futuro, conclude Silvia Gadda. A rafforzare la necessità di una riforma strutturale e di una scuola al centro del dibattito pubblico arriva anche la voce dei Giovani Democratici: “Non serve a niente mettere i cellulari sotto chiave o insegnare il latino alle medie, se poi i programmi restano sempre gli stessi e gli insegnanti vengono caricati di ruoli e funzioni senza ricevere né formazione adeguata né giusta retribuzione – dichiara Lorenzo Lazzaris, segretario dei Giovani Democratici di Bergamo –. La realtà è che la scuola italiana è ancora ferma alla riforma Gentile, si porta dietro retaggi classisti e anacronistici e non fornisce, se non in minima parte, gli strumenti logici e le capacità interpersonali indispensabili per vivere nella società odierna. Così facendo contribuisce alla fragilità delle nuove generazioni.”