28/11/2025

PD Val Brembama, Salvini e il Governo dicano chiaramente se l’opera è davvero finanziabile.

Infrastrutture e trasporti

Basta promesse senza coperture

Il Circolo PD Val Brembana segue con attenzione, da mesi, il dibattito sulla nuova strada Paladina–Sedrina, ultimo lotto della Tangenziale Sud, un’opera dal costo stimato di circa 520 milioni di euro per 6,5 km di tracciato totale.  Mentre il progetto viene definito “prioritario” da Regione Lombardia e da numerosi amministratori di centrodestra, il finanziamento complessivo non risulta ancora stanziato dal Ministero delle Infrastrutture. Nel frattempo, la richiesta di incontro formale inviata mesi fa al ministro Matteo Salvini dalla Comunità Montana Valle Brembana non ha ancora ricevuto una risposta concreta. Di fronte a questa situazione riteniamo che le cittadine e i cittadini delle Valli Brembana e Imagna abbiano diritto alla verità. La domanda centrale è semplice: quest’opera è davvero realisticamente finanziabile? Per questo chiediamo pubblicamente al ministro Matteo Salvini e alle forze politiche che sostengono il Governo – Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia – di rispondere con chiarezza ad alcune domande molto dirette:

  1. I 520 milioni per la Paladina–Sedrina oggi ci sono in bilancio, sì o no?
  2. In quale atto ufficiale di Governo sono indicati (contratto ANAS, legge di bilancio, altro)?
  3. Entro quando – nero su bianco – sarebbero disponibili per progettazione, gara e apertura dei cantieri?
  4. Se vengono stanziati, quali altre opere verrebbero rinviate per liberare queste risorse?

Se un’opera costa oltre mezzo miliardo e non ha ancora una copertura certa, è dovere di chi governa spiegare se e come intende finanziarla. L’emergenza viabilità delle valli è sotto gli occhi di tutti: code quotidiane, tempi di percorrenza insostenibili, e un impatto significativo sulla vita lavorativa, scolastica, turistica e sulla qualità della vita delle persone. Proprio perché il disagio è enorme, non ci si può permettere di alimentare un’aspettativa irreale. Da anni si ripete che “l’opera si farà”, ma nel frattempo i costi sono lievitati fino agli attuali 520 milioni e il finanziamento continua a non esserci. Parlare della Paladina–Sedrina come se fosse “dietro l’angolo”, senza dire da dove arriverebbero le risorse, rischia di essere una grande beffa per l’intero territorio. Come Partito Democratico Val Brembana riteniamo che la mobilità della valle non possa basarsi solo sull’asfalto, ma debba puntare con decisione sulla cura del ferro. Siamo favorevoli a prolungare la Tramvia T2 oltre Villa d’Almè, con l’obiettivo di portarla, in prospettiva, fino in media Val Brembana. Un sistema tranviario moderno e frequente può diventare l’ossatura degli spostamenti quotidiani, riducendo traffico privato, inquinamento e tempi di percorrenza. È quindi indispensabile che ogni discussione sulla viabilità delle valli tenga conto da subito di questa prospettiva, evitando di progettare oggi opere che domani rischiano di essere incoerenti o superate. La Tramvia non è un’alternativa “contro” la Paladina–Sedrina: è una scelta complementare e strutturale. Anche se il Governo decidesse di finanziare la nuova strada, rimarrebbe comunque necessario investire sul trasporto pubblico, perché nessuna nuova arteria, da sola, può risolvere la crisi della viabilità di valle. È altrettanto necessario richiamare alle proprie responsabilità le forze di destra che governano il Paese. Oggi al Governo siede una maggioranza guidata da Fratelli d’Italia, con Lega e Forza Italia come alleati principali. Non è più credibile dichiarare sui territori che l’opera è “strategica e prioritaria” e poi, quando si arriva al nodo dei finanziamenti, scaricare il barile su Roma o rifugiarsi nel silenzio. Servono impegni scritti, non slogan. Come Partito Democratico Val Brembana chiediamo quindi al Governo di:

  1. dichiarare pubblicamente se intende finanziare la Paladina–Sedrina, con quali risorse e in quali tempi;
  2. aprire un confronto trasparente con il territorio sulle priorità: se puntare sulla Paladina–Sedrina o su un pacchetto coordinato di interventi (nodo di Bergamo, Valtesse–Pontesecco, rotatoria di Arlecchino, Dalmine–Villa d’Almè, potenziamento del trasporto pubblico e prolungamento della Tramvia T2);
  3. presentare un cronoprogramma ufficiale delle opere previste per le Valli Brembana e Imagna.

Siamo pronti a discutere nel merito, anche duramente, su quale sia la soluzione migliore. Ma serve una risposta semplice e immediata: il Governo questi 520 milioni li mette, sì o no? I cittadini della Valle Brembana meritano chiarezza, non l’ennesima promessa senza copertura.