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Dalla federazione · Bergamo · pubblicato il 01 Febbraio 2012

Sette proposte per il rilancio dell`economia edilizia bergamasca in un`ottica di sostenibilità

È quindi necessario a nostro avviso immaginare una nuova concezione del “fare edilizia”, puntando sempre più verso la riqualificazione, il recupero e il restauro del patrimonio edilizio esistente ma anche diversificando i settori di specializzazione delle imprese indirizzandole verso le opere di ingegneria ambientale, di difesa del suolo oltre che le infrastrutture; per fare ciò il Partito Democratico, a seguito di alcuni incontri con i rappresentanti delle associazioni di categoria (tra cui l`ANCE), ha studiato alcuni interventi mirati in ambito nazionale, regionale e provinciale, che di seguito proponiamo.

Attraverso queste proposte intendiamo dimostrare che un significativo rilancio dell`economia edilizia è possibile coniugando produttività economica e sostenibilità ambientale.

PROPOSTA n. 1:
Incentivare il recupero del  patrimonio edilizio esistente attraverso la modifica della aliquote riportate sulla tabella di determinazione della quota di contributi afferente ai permessi di costruire e denunce di inizio attività, in relazione al costo di costruzione, di cui alla D.G.R. 31.05.94 n.5/53844
Nello specifico si propone la modifica della tabella “A” di cui alla D.G.R. 31.05.94 n.5/53844 prevedendo la  concreta diminuzione delle percentuali inerenti gli edifici esistenti e l`inserimento di percentuali ancora più basse per gli edifici rientranti nei perimetri del centro storico (zone A).
Per non penalizzare troppo i comuni e per disincentivare il consumo di suolo si propone altresì di modificare lievemente al rialzo le percentuali inerenti le nuove costruzioni, ad esclusione delle classi I, II, III,

PROPOSTA n. 2:
Incentivare il recupero del  patrimonio edilizio esistente attraverso la leva fiscale, secondo le seguenti modalità:
-   consentire anche alle società di capitali (e quindi anche alle imprese) di poter usufruire della detrazione del 36% ai fini IRPEF per gli interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo;
-   aumentare l`importo deducibile massimo, che oggi si limita ad essere pari a Euro 48.000,00 per unità immobiliare;
-   portare la detrazione al 50 % per gli interventi su edifici rientranti nei perimetri del centro storico (zone A).


PROPOSTA n. 3:
Ridurre i tempi di pagamento alle imprese da parte della Pubblica Amministrazione attraverso lo sblocco del patto di stabilità (almeno per gli investimenti) e attraverso l`introduzione della deducibilità fiscale per i crediti vantati nei confronti della Pubblica Amministrazione (nel caso di ritardo nei pagamenti di oltre 90 giorni).
Il problema del ritardo dei pagamenti è uno dei nodi cruciali da sciogliere, dal momento che, ad oggi, l`esposizione della Pubblica Amministrazione nei confronti delle imprese ammonta a circa 90 miliardi di Euro, che gli Enti Locali sono costretti a mantenere in cassa parecchi miliardi di Euro a causa del patto di stabilità e che moltissimi piccoli imprenditori si ritrovano costretti, loro malgrado, a fare da banca alle grandi imprese in ritardo sui pagamenti.

PROPOSTA n. 4:
Incentivare il recupero delle aree industriali dismesse attraverso la semplificazione delle procedure di bonifica ambientale.
Oggi diversi interventi di recupero delle aree industriali dismesse sono bloccati a causa non solo dei gravosi oneri di bonifica ambientale, ma anche a causa di procedure complesse che è necessario semplificare.

PROPOSTA n. 5:
Promuovere, a livello provinciale, accordi quadro con istituti di credito per facilitare l`attuazione dei SEAP (Piani per l`energia sostenibile) sul settore privato.
La Provincia di Bergamo ha portato oltre 100 sindaci all`adesione al covenant of major, cioè al patto dei sindaci per la riduzione delle emissioni in atmosfera e per la sostenibilità energetica dei loro territori.
Ora queste amministrazioni, finanziate dalla CEE e con il contributo Cariplo, devono predisporre il proprio piano d`azione (SEAP). Questi piani si rivolgono usualmente all`efficienza del comparto pubblico. Riteniamo tuttavia che il problema dell`efficienza energetica coinvolga soprattutto il settore edilizio privato e, dunque, i nuovi piani debbano anche essere occasione per, in accordo con istituti di credito locali, coordinare le leve finanziarie con quelle urbanistiche creando un sistema di agevolazioni e premialità che stimolino la rigenerazione dei tessuti urbani più obsoleti, facilitando così operazioni per loro natura spesso troppo complesse ed incerte per l`azione delle piccole imprese locali
(sul tema è depositato specifico OdG del PD in Provincia di Bergamo)

PROPOSTA n. 6:
Promuovere. a livello provinciale, la formazione di uno o più Fondi di Investimento per l`Housing sociale
In attuazione del Piano nazionale di edilizia abitativa definito dal Dpcm 16 luglio 2009, la Cassa Depositi e Prestiti ha avviato il Fondo Investimenti per l`Abitare (Fia), denominato Fondo dei Fondi, che può raccogliere fino a 2,6 miliardi di euro per partecipare, con finanziamenti fino al 40%, alla realizzazione di fondi di investimento locali per realizzazione di interventi di Housing Sociale. Riteniamo che la Provincia di Bergamo, possa farsi promotrice, anche senza partecipazione diretta, perché le associazioni di categoria, le imprese interessate ed i principali istituiti di credito locali, promuovano, accedendo così al finanziamento della CDP, la formazione di uno o più di tali Fondi per la realizzazione di interventi di housing sociale sul territorio provinciale, anche coordinando tale iniziativa con la pianificazione comunale in atto, di cui la Provincia ha la competenza di valutare la compatibilità.
 (sul tema è depositato specifico OdG del PD in Provincia di Bergamo)

PROPOSTA n. 7:
Ridurre l`Imposta sul Valore Aggiunto per i contratti delle opere pubbliche appaltati dalle Pubbliche Amministrazioni, consentendo un significativo risparmio nelle somme a disposizione degli interventi di realizzazione delle opere pubbliche; tale risparmio potrebbe confluire in ulteriori investimenti.

È innegabile constatare come la crisi economica abbia coinvolto in modo significativo anche uno dei settori più importanti dell`economia bergamasca, ovvero quello dell`edilizia; riteniamo pertanto fondamentale che in questo particolare momento la politica e le istituzioni, ad ogni livello, si spendano per ricercare ogni possibile soluzione atta ad agevolare il rilancio dell`economia nell`edilizia.
È però altresì fondamentale, attraverso un`attenta lettura del passato, cogliere anche gli aspetti critici di questo settore economico per permettere di definire nuove strategie future; negli ultimi decenni infatti uno spasmodico e troppo spesso incontrollato consumo di suolo ha messo in secondo piano, salvo rare eccezioni, la qualità del costruito a tutto vantaggio della mera speculazione immobiliare, la quale non ha ovviamente prodotto alcuno sviluppo durevole; l`abbandono dei centri storici verso i nuovi quartieri-dormitorio costituiti da anonime villette ha rappresentato un fenomeno diffuso in tutta la nostra provincia non privo di conseguenze negative anche sul piano sociale.

 
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