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Dalla Regione · Lombardia · pubblicato il 16 Marzo 2017

LA REGIONE FA MARCIA INDIETRO SULLE DISTANZE TRA MOSCHEE, SINAGOGHE E CHIESE: SARANNO I COMUNI A DECIDERE

LA REGIONE FA MARCIA INDIETRO SULLE DISTANZE TRA MOSCHEE, SINAGOGHE E CHIESE: SARANNO I COMUNI A DECIDERE SCANDELLA (PD): PER DUE ANNI GRAZIE A UN COMMA HANNO TENUTO IN SCACCO LA LIBERTA’ DI CULTO IN LOMBARDIA La giunta regionale dopo due anni di inadempienza ha deciso di rinunciare alla facoltà di indicare le distanze minime tra luoghi di culto di diverse religioni, lasciando questa previsione ai singoli comuni. La norma era inserita nella legge nata per regolamentare e limitare la costruzione di moschee e centri di preghiera islamici – obiettivo dichiarato di Maroni e della sua maggioranza - ma che disciplina anche chiese, sinagoghe e templi di ogni culto. Secondo la normativa regionale, prima di autorizzare l’apertura o la costruzione di un nuovo luogo di preghiera, ogni comune è tenuto ad approvare un piano delle attrezzature religiose che tenesse conto di precise prescrizioni urbanistiche, tra le quali le distanze minime, che la giunta avrebbe dovuto indicare in una delibera attuativa, di fatto mai approvata. Ieri la svolta: la giunta regionale ha approvato la legge di semplificazione 2017 e in essa è contenuta l’abrogazione del comma sulle distanze: saranno i comuni a decidere. “La giunta regionale per due anni ha impedito ai comuni di regolarizzare o autorizzare qualsiasi luogo di preghiera semplicemente evitando di applicare la propria legge – dichiara il consigliere regionale del PD Jacopo Scandella -. Con un breve comma di una legge urbanistica, in Lombardia, per due anni, hanno messo in scacco l’articolo della Costituzione sulla libertà di culto. La giunta ha fatto un passo indietro solo dopo che abbiamo chiesto conto all’assessore Beccalossi della propria mancanza. Ora, finalmente, i comuni possono predisporre il piano delle attrezzature religiose e rispondere, pur con tutti i paletti imposti dalla Regione, alle richieste delle diverse comunità religiose della Lombardia.”

 
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