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Terzo Settore · Lombardia · pubblicato il 27 Ottobre 2012

Rossi (PD): Sul welfare si apra una nuova fase in Regione: la Provincia convochi gli stati generali e faccia valere le ragioni del territorio

La fine della lunga stagione di governo del centrodestra in Lombardia lascia sul tavolo problemi aperti, tra questi, quello del modello di welfare ricopre uno spazio determinante.
Se guardiamo la questione dal punto di vista bergamasco sembra più che mai urgente costruire un’alleanza tra istituzioni e terzo settore capace di orientare le future scelte regionali.
In questo senso quello della Provincia è un silenzio assordante, credo invece che proprio l’Istituzione provinciale possa svolgere un ruolo importante convocando gli Stati Generali dei Comuni Bergamaschi aperti ai soggetti sociali ed economici profit e non profit del terzo settore.
Avanzerò questa proposta nel Consiglio Provinciale di lunedi in occasione di una interrogazione con la quale chiederò a presidente e assessore quali siano state le scelte e le posizioni espresse fin qui sulla questione del nuovo patto per il welfare lombardo.
 
La Giunta regionale lo scorso 16 maggio 2012 aveva infatti approvato una consultazione con i soggetti pubblici e privati profit e non profit per la condivisione e sottoscrizione di un Nuovo patto per il Welfare Lombardo finalizzato a riformare radicalmente il proprio sistema di protezione sociale. Nello stesso tempo la Giunta aveva comunque assunto alcune significative deliberazioni, tra cui quelle relative alla sperimentazione del Fattore Famiglia Lombardo e le Linee guida per l’attivazione di sperimentazioni nell’ambito delle politiche del welfare.
 
Di fronte a quelle decisioni, i soggetti individuati dalla l.r.3/2008 per il loro significativo ruolo nella governance del sistema di welfare, ovvero il Tavolo di consultazione dei soggetti del Terzo Settore e il Tavolo degli Enti Locali e delle Organizzazioni Sindacali, avevano espresso  un ampio ventaglio di pareri e di osservazioni spesso critiche  sia rispetto al metodo adottato sia rispetto ai contenuti, nonché all’esiguità dei tempi del percorso di consultazione. A quelle osservazioni il governo di Regione Lombardia aveva risposto in modo sprezzante dimostrando ancora una volta di essere lontano nei fatti dal valore della sussidiarietà più volte enunciato a parole. La stessa maggioranza regionale aveva respinto una mozione che chiedeva alla Giunta di riportare la discussione all’interno della commissione Sanità e Assistenza.
 
Ora c’è la possibilità di aprire una nuova stagione e di verificare come invertire la rotta. Sono ormai evidenti le preoccupazioni attorno alla direzione presa fin qui da Regione Lombardia, il documento del terzo settore bergamasco così come le prese di posizione dell’Assemblea dei Sindaci della Valle Brembana ne sono una chiara testimonianza. A questo proposito crediamo che anche la Provincia debba fare la sua parte e rappresentare con forza la voce del territorio bergamasco.
Pensiamo che la riforma del welfare debba essere costruita sui valori del diritto di cittadinanza, di uguaglianza, solidarietà e sull’idea di comunità solide, solidali, coese che vanno messe al centro del sistema. Riteniamo altresì che il cittadino non possa essere considerato solamente come un consumatore poco consapevole e che il sistema lombardo non può ridursi all’erogazione di buoni, doti, voucher cancellando progressivamente il protagonismo e la capacità di progettazione delle reti sociali che sono la vera ricchezza dei nostri territori.
 
Non si conoscono ad oggi se e quali motivazioni di merito siano state espresse dalla Provincia di Bergamo sul Patto per il Welfare lombardo presentato nei mesi scorsi, di sicuro nessuno può pensarsi di chiamarsi fuori. Oltre alle competenze specifiche della Provincia in campo sociale, è chiaro che riformare il welfare lombardo nella sua accezione più completa e moderna non si riferisce solo  alle tradizionali politiche della salute e dell’assistenza, ma investe anche le politiche dell’istruzione, della formazione, del lavoro e della casa: temi e funzioni che competono direttamente all’Istituzione Provincia. Per non  parlare della montagna, tema gestito da una assessore ben preciso che non può non vedere come  l’eccessiva voucherizzazione del sistema produrrebbe gravi disagi sia per le famiglie sia per le strutture presenti sul territorio delle nostre valli.
 
 
Matteo Rossi
(consigliere provinciale Pd – resp. enti locali Pd Lombardia)

 

 

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