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Diritti · Citta` · pubblicato il 05 Ottobre 2018

Reddito di Inclusione, Carnevali e Scandella (Pd): «Le inadempienze di Regione Lombardia mettono a rischio erogazione del Reddito di Inclusione e distribuzione dei Fondi per i servizi. No a scelte centralistiche».

Reddito di Inclusione, Carnevali e Scandella (Pd): «Le inadempienze di Regione Lombardia mettono a rischio erogazione del Reddito di Inclusione e distribuzione dei Fondi per i servizi. No a scelte centralistiche». «Il grido di allarme lanciato da Alleanza contro la Povertà lombarda non cada nel vuoto – dichiara l’On. Elena Carnevali - La Regione Lombardia colmi il clamoroso ritardo rispetto alle altre regioni: nel nord Piemonte, Liguria, Veneto, Emilia Romagna hanno già provveduto. La regione colmi al più presto questa inadempienza e completi la stesura del Piano regionale contro la povertà, come da impegni previsti dal Programma Regionale di Sviluppo della XI legislatura che ha recepito le indicazioni del D.L. 147/17. Il piano - dichiara l’on. Elena Carnevali - dovrebbe prevedere gli indirizzi per favorire una maggiore relazione tra politiche sociali, sanitarie, del lavoro, della formazione, della casa e della famiglia per assicurare gli interventi adatti, che vanno condivisi con la “rete di protezione” a partire dagli Enti locali e del Terzo settore. Sarebbe sorprendente l’invio al Ministero di un Piano senza l’accordo con i soggetti coinvolti, una scelta centralistica da disdegnare». «Nei primi 6 mesi del 2018 – continua il consigliere regionale Dem Jacopo Scandella - in regione sono oltre 18 mila le famiglie - pari a 55 mila persone - che beneficiano del Reddito di Inclusione (ReI), con un importo medio di 269,29 euro mensili. È una platea che si amplierà, considerando che dal 1 luglio la misura è universale. Ma oltre al beneficio economico la legge prevede che il 15% del Fondo Povertà venga assegnato alle regioni se decidono di integrare con fondi propri – cosa che Regione Lombardia ha scelto di non fare - oppure direttamente agli ambiti per il rafforzamento dei servizi e l’implementazione delle reti. Ma la consegna del piano regionale al ministero è condizione imprescindibile affinché i 32 milioni di euro per la nostra regione - 2,2 milioni per la provincia di Bergamo - vengano erogati. Nel mese di ottobre, in base alla norma, le persone beneficiarie del reddito di inclusione rischiano di vedersi sospeso l’assegno mensile erogato dall’Inps qualora non abbiano ancora potuto sottoscrivere il progetto personalizzato per avviare il percorso di uscita dalla povertà». «Mentre viviamo nell’incertezza e confusione su cosa sia e quali contenuti abbia la proposta del Reddito di Cittadinanza - che comunque non arriverà ai cittadini prima di marzo 2019 - nel territorio bergamasco corriamo un serio rischio riguardo all’effettiva erogazione del Reddito di Inclusione per contrastare la povertà, e la responsabilità sta tutta nelle inadempienze di Regione Lombardia», concludono Carnevali e Scandella.

 

 

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