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Proposte programmatiche · Citta` · pubblicato il 09 Agosto 2015

Le bugie sulla teoria gender nelle scuole, ma il DDL punta su parità tra i sessi e lotta alla discriminazione

La Lega Nord ha definito il ddl Buona scuola una “controriforma gender”, arrivando ad esporre in aula cartelli con la scritta “giù le mani dai bambini”. Difficile stupirsi, visto che quella degli inutili allarmismi è una politica che la Lega adotta spesso e volentieri, ma ci piacerebbe riportare il dibattito ai dati di fatto e al testo della legge, piuttosto che agli slogan, chiarendo alcune questioni, visto che il messaggio è stato raccolto anche da altri gruppi e associazioni, come quella dei Giuristi per la vita che sul tema ha organizzato un incontro pubblico a Castione della Presolana. Il titolo "Gender (D)istruzione" fa capire bene quale sia la tesi sostenuta dai relatori. Primo: non esiste in tutto il ddl alcun riferimento alla cosiddetta “teoria di genere” (teoria che è, per altro, un invenzione mediatica. Esistono al massimo gli “studi di genere”, ovvero l`analisi di come storia e cultura abbiano costruito le identità maschili e femminili).Secondo: il comma 16 del maxiemendamento introduce attività di sensibilizzazione sulla parità di genere e di prevenzione alla violenza di genere e alle discriminazioni. Speriamo che, in un paese dove lo scorso anno si sono registrati 176 femminicidi, non sia questo a far paura a qualcuno.(Qui il testo dell`emendamento: 16. Il piano triennale dell`offerta formativa assicura l`attuazione dei princìpi di pari opportunità promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l`educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e di sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori sulle tematiche indicate dall`articolo 5, comma 2, del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119, nel rispetto dei limiti di spesa di cui all`articolo 5-bis, comma 1, primo periodo, del predetto decreto-legge n. 93 del 2013).Terzo: non bastassero queste garanzie, una circolare emanata dal ministro Giannini indica che nessuna attività extracurricolare (compresi quindi eventuali lezioni di “ideologia gender”), può essere svolta nelle scuole senza il previo consenso informato della famiglia. La circolare sul “consenso informato” è stata apprezzata anche dal segretario della Cei, monsignor Nunzio Galantino.Questi i fatti.Il Partito democratico da sempre si batte per le pari opportunità e per la lotta all`omofobia, alla violenza e alla discriminazione. Valori che parlamentari e governanti hanno cercato di includere nel DDL Buona scuola. Se sono questi valori a destare preoccupazione e sconcerto, allora partiti e gruppi contrari fanno bene a continuare a manifestare il proprio dissenso. Meglio però se in futuro sceglieranno di attenersi al testo della legge, e non a qualche libro di fantascienza.


Gabriele Riva, segretario provinciale Pd Bergamo
Erik Molteni, responsabile scuola Pd Bergamo 

 

 

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