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Ambiente · pubblicato il 08 Febbraio 2010

Grande successo del presidio Pd contro la cave


Teatro della manifestazione, largo Cavenaghi, dove il presidio ha avuto inizio poco dopo le 16. Per primo ha parlato Gabriele Riva, sindaco di Arzago e segretario provinciale del Pd: «Quello di oggi è un momento importante perché riusciamo a far confrontare enti e personalità diversi. Chiediamo che determinate scelte non vengano fatte sulle teste dei territori. Il nostro, già provato a sufficienza, non può sopportare altri carichi». Il pensiero dei tanti sindaci del Cremasco intervenuti è stato espresso da Pierluigi Lanzeni, sindaco di Capralba: «Il nostro no alle cave non ha nulla di ideologico. Di qualunque matrice fosse stato il presidio odierno, noi avremmo dato la nostra adesione, unicamente in difesa del territorio».
Energico l`intervento di Luigia Degeri, sindaco di Casirate, che si è soffermata sul reintegro nel piano cave provinciale del polo estrattivo individuato nel territorio del suo comune. «Questa cava è stata reinserita dalla Giunta regionale senza motivazioni nel piano provinciale demandando al Comune il compito di concordare con i cavatori la salvaguardia del proprio territorio. Non vedo come ciò possa essere possibile al cospetto di una escavazione da quattro milioni di metri cubi». Poi è stata la volta, nell`ordine, di Massimiliano Salini e di Gianni Rossoni. Il presidente della Provincia di Cremona ha ribadito l`importanza della prescrizione adottata dalla Giunta regionale sulla cava di Caravaggio, la cui autorizzazione sarà soggetta a valutazione di impatto ambientale («Un risultato – ha precisato – ottenuto con il metodo della condivisione con la Regione, l`unico attuabile») mentre Rossoni ha ricordato in sostanza come il reinserimento della stessa nel piano cave orobico, deciso dalla Giunta Formigoni poche settimane fa in ottemperanza ad una sentenza del Tar di Brescia, non significhi automaticamente realizzazione dell`escavazione. Altri interventi, quasi tutti critici nei confronti della Regione, sono stati quelli di Patrizio Dolcini (Legambiente), Marcello Saponaro (consigliere regionale del Pd), Andrea Ladina (ex presidente della commissione ambiente della Provincia di Cremona) Giuseppe Torchio (ex presidente della Provincia di Cremona).
In particolare Maurizio Martina, segretario regionale del Pd ha affermato: «È un`emergenza che riguarda questa fetta di territorio lombardo, ci batteremo fino in fondo per farvi fronte e se un domani diventeremo maggioranza in Regione cambieremo le regole affinché prevalgano gli interessi delle comunità e non le logiche di corto respiro». Anche Giovanni Sanga, deputato del Pd, ha sottolineato la sua contrarietà per la scelta di una cava senza la necessaria valutazione delle conseguenze in termini ambientali: «C`è il rischio di un forte impatto negativo sul territorio. Inoltre viene fatta una scelta in profondo dissenso con la comunità locale che già ha fatto rilevare che non si può realizzare quell`intervento in quella zona». Infine Mario Barboni della direzione provinciale del Pd ha rimarcato: «L`atteggiamento ambiguo e contraddittorio della Regione che dovrebbe prendere su questo tema una posizione chiara: le cave si fanno dove esistono adeguate condizioni ambientali e strutturali». (fonte l`Eco di Bg)


Tenere alta l`attenzione sul problema delle cave, siano poli estrattivi previsti dal piano provinciale come quelli di Casirate e di Caravaggio, oppure cave di prestito per le grandi infrastrutture come quelle individuate di recente a Mozzanica, Fornovo, Antegnate e Covo. Questo era l`obiettivo del presidio indetto ieri a Caravaggio dai circoli del Partito democratico della zona della Gera d`Adda; un obiettivo che gli organizzatori hanno considerato raggiunto in virtù della presenza di oltre cento persone (parecchie delle quali arrivate dal Cremasco) fra cui anche il vicepresidente della Regione Lombardia e assessore regionale all`Istruzione Gianni Rossoni e il presidente della Provincia di Cremona Massimiliano Salini, entrambi del Pdl.

 

 

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