17 Agosto 2018      pdlombardia.it      partitodemocratico.it     Newsletter: iscriviti / cancellati  
 
 
Articoli
Economia · Citta` · pubblicato il 11 Aprile 2013

Dal Pd un`interpellanza sulla sentenza del Tar: Quanto rischia di costarci il regolamento del commercio?

“Il Tar di Brescia ha respinto il ricorso presentato dal sexy shop bergamasco per un solo motivo: era troppo vicino a una chiesa. Per il resto, il regolamento in tema di “valorizzazione del commercio negli ambiti del tessuto urbano consolidato” è stato bocciato dal giudice. Quanti sono i ricorsi ancora pendenti? Quanto costerebbe al Comune, nel caso, rifondere danni e spese legali? Un dato resta però certo, dopo l`ordinanza del Tar: abbiamo perso tempo e soldi dei cittadini per approvare un provvedimento che si sta rivelando pura demagogia, del tutto inapplicabile. Era ben chiaro anche durante la discussione in aula che le cose sarebbero finite così, ma non hanno voluto ascoltare l`opposizione e l`avvocatura del Comune. Promuovere il commercio di qualità nei centri storici è un obiettivo importante, ma non è questo ciò che serve alla città, ai commercianti e a tutti i bergamaschi”. 
Sergio Gandi, capogruppo del Partito democratico in consiglio comunale, ha presentato sul tema un`interpellanza rivolta al sindaco e all`assessore alla Attività produttive per capire cosa stanno rischiando le casse comunali e, soprattutto, come si intenda rimediare agli errori.
Questo il testo dell`interpellanza: “Nei giorni scorsi il TAR di Brescia, pronunciandosi sul ricorso presentato, ai fini dell’annullamento di detta delibera, dalla Red Passion S.r.l. (che si era vista vietare l’apertura di un sexy shop automatico nei pressi di Piazza S. Anna), ne ha messo in discussione i fondamenti stessi, definendo “irragionevole e sproporzionata” la preclusione totale da essa introdotta, con riguardo al centro ed ai borghi storici, in ordine alle attività indicate. L’ordinanza ha rilevato che la motivazione adotta dal Comune a sostegno della delibera (funzione di aggregazione sociale degli esercizi di vicinato, sostegno alle attività locali, salvaguardia dell’identità dei prodotti e delle peculiarità dei luoghi) non è compatibile con la liberalizzazione delle attività economiche garantita dalla normativa comunitaria e nazionale; che non sussistono ragioni di interesse generale a supporto della disciplina regolamentare, né approfondimenti istruttori relativi alle attività insediate nel centro storico ed al contesto socio-economico; che anche il richiamo ai valori architettonici, ambientali e di decoro non è sufficiente. L’ordinanza ha fatto salva la sola previsione del regolamento che impone una distanza minima dei sexy shop dai luoghi sensibili, in quanto viene in considerazione la tutela della salute in senso ampio (per gli alunni delle scuole) ed il rispetto del decoro e della dignità umana (per i soggetti che frequentano cimiteri, ospedali e case di cura, caserme, luoghi di culto): nel caso di specie, l’esercizio automatico è a poca distanza dalla Chiesa di S. Anna”.
Il Partito democratico chiede quindi di sapere:

  1. quale valutazione diano dell’ordinanza del TAR;
  2. se il ricorso proposto dalla società Red Passion contenga anche una domanda di risarcimento dei danni patiti, quali, ad esempio, quelli corrispondenti alle spese già sostenute per realizzare l’esercizio commerciale;
  3. se il Comune di Bergamo possa essere condannato a rifondere le spese legali del ricorrente all’esito del giudizio di merito e di quale entità possano essere tali spese;
  4. quanti siano i ricorsi al TAR avverso il suddetto regolamento già proposti e quanti i giudizi pendenti;
  5. se, come dichiarato alla stampa, l’Amministrazione intende rimuovere o modificare il regolamento in tema di “valorizzazione del commercio negli ambiti del tessuto urbano consolidato” ed in quali termini intenda modificarlo;
  6. quali strumenti intenda adottare, laddove il regolamento vigente, in base alle motivazioni esposte dal TAR di Brescia, debba essere superato, per garantire il perseguimento delle finalità, condivise da tutto il Consiglio comunale, dichiarate nella delibera, ovvero tutelare l’identità dei borghi e del centro storico, valorizzare il piccolo commercio tradizionale ed i negozi di vicinato, presidio di socialità e servizio per i cittadini;
  7. se, come richiesto dalle minoranze al momento dell’approvazione del Regolamento, intenda promuovere, a tal fine, un apposito confronto, aperto alle Organizzazioni di categoria ed alle minoranze consiliari.

 

 

Leggi gli articoli
per categoria

Proposte programmatiche

Agricoltura

Ambiente

Cultura

Diritti

Donne

Economia

Enti locali

Europa e mondo

Famiglia e politiche sociali

Formazione politica

Giustizia

Immigrazione

Informazione

Infrastrutture e trasporti

Lavoro

Riforme e PA

Salute

Scuola

Sicurezza

Terzo Settore

Universita' e ricerca

Posizioni PD

via S. Lazzaro 41, Bergamo | tel. 035.248180 | segreteria@pdbergamo.it  |  Privacy Policy  |  Cookie Policy  |  credit