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Scuola · pubblicato il 20 Gennaio 2010

Cosa cambia con il processo breve




Rimborso per i processi troppo lunghi ed estinzione: tre anni per il primo grado, due se sono in corso

ROMA - I processi `lumaca` saranno rimborsati (anche se poi l`ultima parola spetterà al ministero dell`Economia) e potranno estinguersi dopo un periodo ben preciso che sarà di tre anni in primo grado, due in appello e un anno e sei mesi per la Cassazione. La `tagliola` scatta però dopo due anni per i processi in corso su reati commessi prima del maggio 2006. È quanto prevede il ddl sul processo breve approvato da Palazzo Madama. Queste in sintesi i punti principali del provvedimento che ora passa all`esame della Camera:

EQUA RIPARAZIONE - La domanda di equa riparazione per il ritardo `subito` con il processo dovrà essere presentata dalla parte interessata al presidente della Corte d`Appello del distretto in cui ha sede il magistrato competente. Ed entro quattro mesi la Corte D`Appello dovrà pronunciarsi sul ricorso con decreto motivato. Se viene accolto il pagamento del rimborso questo dovrà avvenire entro 120 giorni. L`opposizione contro il ricorso dovrà essere presentata entro 60 giorni. La Corte d`Appello può sospendere il pagamento «per gravi motivi».

PRESCRIZIONE - Il processo dovrà considerarsi estinto se il giudizio di primo grado non sarà concluso entro tre anni (dall`esercizio dell`azione penale da parte del Pm); entro due per l`appello ed entro un anno e sei mesi per il giudizio in Cassazione. Ma questo riguarderà solo i processi relativi a reati con pene inferiori nel massimo a 10 anni. In caso di annullamento con rinvio disposto dalla Cassazione, ogni grado di giudizio che dovrà celebrarsi di nuovo non dovrà durare più di un anno. I termini si allungano in presenza di reati più gravi: 4 anni per il primo grado; due per l`appello; un anno e sei mesi per il giudizio di merito. Fino ad arrivare ai reati di mafia e terrorismo per i quali il primo grado dovrà durare cinque anni: tre per l`appello e due per la Cassazione. Il giudice può poi aumentare tali termini fino ad un terzo se il processo è particolarmente complesso o se ci sono molti imputati. Il Pm deve esercitare l`azione penale entro tre mesi dalla fine delle indagini preliminari. Il corso dei termini è sospeso in caso di autorizzazione a procedere; se c`è impedimento dell`imputato o del difensore; per conseguire la presenza dell`imputato che deve essere estradato. Dal giorno in cui cessa la causa di sospensione i termini tornano a decorrere. Se si estingue il processo la parte civile trasferisce l`azione in sede civile e la sua azione dovrà avere priorità. L`imputato può anche non avvalersi del cosiddetto processo breve. Le norme saranno applicabili anche ai processi in corso davanti alla Corte dei Conti.

NORMA TRANSITORIA - L`estinzione processuale si applica ai processi in corso solo se sono relativi a reati indultati o indultabili, commessi cioè prima del maggio 2006, e se hanno pene inferiori a 10 anni. Ma sarà più breve di quella per i processi futuri: la `tagliola` scatterà dopo due anni e non dopo tre. In questo modo, accusa l`opposizione, salteranno i processi Mediaset e Mills in cui è imputato il premier. Il tetto dei due anni varrà anche per i processi in corso davanti alla magistratura contabile purché siano ancora in primo grado e questo non si sia concluso in cinque anni. Non varrà invece se il giudizio contabile è già in appello (norma modificata da un nuovo emendamento del relatore Giuseppe Valentino).

(fonte: Ansa)
20 gennaio 2010

 

 

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