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Economia · Citta` · pubblicato il 23 Maggio 2013

Bilancio, Pd: Di ordinaria amministrazione si muore, da Tentorio nessuna scelta coraggiosa


Tirare a campare, in tempi difficili come questi, non può essere considerata una vittoria. Eppure a sentire la maggioranza il bilancio appena approvato dal consiglio comunale sarebbe un successo: i conti sono in ordine, le cifre tornano. Peccato che, nel frattempo, i bergamaschi debbano fare i conti con la crisi, con il lavoro che manca, con i negozi che chiudono. Mentre l`amministrazione resta a guardare.
Il quadro nazionale delle risorse è sconfortante: la prima cosa che salta all’occhio è la liquidità (teoricamente) a disposizione del Comune di Bergamo in Tesoreria, che supera i 98 milioni di euro, con un incremento nel 2012 di altri 5 milioni. Denari che il patto di stabilità non consente al Comune di Bergamo di spendere.
Le entrate si sono rette sul prelievo fiscale. La pressione è al limite (e per questo le aliquote non vengono incrementate nel 2013): è passata da 507 euro pro-capite del 2011 a 691 del 2012! Il gettito IMU supera di 1,5 milioni quello previsto (45,5 contro 44), lo stesso dicasi per l’imposta di soggiorno che ha determinato un gettito superiore del 10% circa a quello atteso: ciò significa che, forse, rispetto alle risposte tutte negative date dalla maggioranza alle richieste di alleggerimento delle aliquote per certe categorie, si poteva fare diversamente.
La conclusione è questa: il bilancio si regge su scelte di ordinaria amministrazione dipinta come un successo: la gestione ordinata dei conti è “venduta” come un successo. Ma di scelte apparentemente virtuose si muore. Non si può rispondere alla situazione straordinaria di crisi che anche il nostro territorio sta vivendo con la ordinaria amministrazione, servono scelte coraggiose. L’indagine congiunturale relativa al primo trimestre ha segnato un -6,2% del commercio al dettaglio, -9,3% del comparto alimentare, -9,5% non alimentare. I negozi sono diminuiti in cinque anni del 5%, 835 esercizi commerciali in meno. Si vede un certo scollamento tra l’impotenza di una amministrazione ordinaria, senza ambizioni e una situazione circostante che definire straordinaria è poco.
Due le criticità più evidenti di questo bilancio consuntivo:
a) l’infinita modestia dei risultati in termini di opere pubbliche per cui sono stati impegnati poco più di 15 milioni a fronte dei 35 previsti in sede di bilancio preventivo: meno della metà, il 42,85%. In totale, gli investimenti passano da 39 milioni a 21, con un decremento rispetto alle previsioni pari al 46%.
Raffronto con Giunta Bruni: primi quattro anni: 64 (2004) + 31 (2005) + 47 (2006) + 47 (2008) = 189 milioni.
Giunta Tentorio: 21 (2009) + 35 (2010) + 24 (2011) + 21 (2012) = 91 = MENO DELLA METÀ
Noi l’abbiamo detto in sede di discussione di bilancio preventivo: 39 milioni di investimenti, di cui 35 nel POP, erano palesemente velleitari, visto che il bilancio è stato approvato a giugno e che tali investimenti erano finanziati nella misura dell’82% con alienazioni mai decollate.
Alienazioni, altro disastro: a parte la vendita di A2A (3,9 milioni di euro) poco altro, altri 5.758.000 (alienazione beni patrimoniali per 3,2 milioni - 2 milioni secondo la relazione a pag. 52 - e di aree per edilizia ec. popolare per 2,6 milioni???): 9.701.000 euro in totale. Le alienazioni previste erano per 32,6 milioni (di cui 1 milione per alienazione aree). La relazione fa riferimento al “venir meno delle entrate da alienazioni del patrimonio immobiliare, le cui gare hanno dato esito negativo” e segnala il verificarsi di “qualche ritardo”.
In due anni, 2011 e 2012, le vendite sono state per 9.263.000 nel 2011 (previste 37,5) e 9.701.000 nel 2012 (previste 32,6), per un totale di 18.964.000 su investimenti per 45 milioni: il 42%. 19 milioni di alienazioni sui più di 70 previsti.
b) Il secondo fallimento è l’assenza assoluta di strategia. Che cosa faremo quando avremo venduto tutto? Esiste uno studio serio sui servizi essenziali ed altri che lo sono meno? Chi dovrà prendere in mano la situazione, anche considerando che il Sindaco ha dichiarato proprio qui, in Commissione, che questo è l’ultimo bilancio completo della sua Amministrazione.
 
Sergio Gandi, capogruppo Pd consiglio comunale di Bergamo


 

 

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