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Famiglia e politiche sociali · pubblicato il 23 Novembre 2009

Acqua, PD Lombardia: decreto Ronchi è forzatura, Formigoni faccia ricorso

“Il decreto Ronchi sulla privatizzazione dell`acqua potabile – dichiara il segretario del PD Lombardia Maurizio Martina - è frutto di una politica centralista, contrariamente a chi, come la Lega, anche qui professa un`attenzione al territorio. Questo governo è il peggior nemico del decentramento. Per questo auspichiamo che Regione Lombardia faccia la sua parte e si opponga a questa forzatura. Vorremmo che Formigoni, oltre alle dichiarazioni alla stampa, si esponesse in prima persona con un`iniziativa istituzionale vera, sull`esempio di quelle regioni che hanno già chiarito di volersi appellare alla Corte Costituzionale”.
L`on. Emanuele Fiano ricorda come in Parlamento tutte le opposizioni siano state compatte contro il provvedimento e che il Governo, ponendo la fiducia ha annullato la possibilità di intervenire sul provvedimento. “E` risibile quanto annunciato dalla Lega, che avrebbe apportato modifiche successive con un altro provvedimento. Quando si è trattato di votare ha dato il via libera”.
La Senatrice Marilena Adamo contesta invece che le scelte assunte dal Governo fossero dettate da prescrizioni europee: “il governo avrebbe dovuto semplicemente escludere l`acqua dai servizi compresi nella riforma, dando seguito a una indicazione assunta all`unanimità dal Senato lo scorso anno. La verità è che durante i lavori di commissione c`erano i lobbisti fuori dalla porta, tanti sono gli interessi in campo”.
Secondo Carlo Porcari, dopo la sentenza della Corte Costituzionale di venerdì scorso che boccia la legge lombarda del 2006 laddove obbligava la separazione tra gestione delle reti e servizio di erogazione, la situazione è ancora più complicata. “Dopo la sentenza, con questa legge, – dichiara Porcari – si rischia che anche il patrimonio costituito dagli acquedotti, con le aziende pubbliche che per oltre un secolo li hanno gestiti, debbano forzosamente diventare privati per il 60 – 70%. Nel 2006 fu fatto un errore nel rendere obbligatoria questa separazione e ora, a causa del decreto Ronchi, se la regione non difenderà la sua legge i privati non avranno freni. Noi abbiamo bisogno di servizi pubblici più efficienti, gestiti nel modo più efficace e per questo deve essere lasciata la libertà alle amministrazioni locali di scegliere qual è il modo migliore, nell`interesse dei cittadini. Formigoni – conclude il capogruppo PD - prenda le iniziative necessarie per opporsi alle norme introdotte a Roma che riguardano direttamente il futuro delle aziende pubbliche, perché non si arrivi alla loro esclusione forzata dal servizio e alla loro svendita”.



Il PD Lombardo scende in campo contro il decreto Ronchi che obbliga i comuni a conferire ai privati la gestione degli acquedotti e chiede a Formigoni di difendere l`autonomia della Lombardia dalle scelte centraliste del governo.

 

 

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