Agrivoltaico e fotovoltaico, (PD): “I ritardi e le responsabilità della destra pesano sui territori”
“I gravi ritardi e le responsabilità di Governo e Regione sulle rinnovabili, pesano sui territori e stanno causando la richiesta di occupazione, con impianti agri e fotovoltaici, di suolo agricolo, che la destra dice di voler tutelare, ma solo a parole”. Il segretario provinciale del PD Gabriele Giudici torna sul tema a seguito della bocciatura, ieri in consiglio regionale, della mozione con cui il PD richiamava la Giunta a intevenire nella pianificazione degli impianti fotovoltaici e agrivoltaici.
“Con la nostra mozione siamo tornati a chiedere a Regione Lombardia impegni precisi sulle rinnovabili – spiegano i consiglieri Davide Casati e Jacopo Scandella -: priorità al fotovoltaico su tetti, parcheggi, capannoni e aree marginali; esclusione del suolo agricolo; linee guida condivise; un tavolo tecnico permanente; strumenti compensativi per i Comuni e garanzie per il ripristino ambientale. Ma la maggioranza ha bocciato le nostre proposte dimostrando che, sulle rinnovabili, in Lombardia mancano una regia, una visione e una reale coerenza. La verità è che Governo e Regione non stanno governando la transizione: la stanno solo inseguendo e male, mentre i territori subiscono”.
“Va inoltre evidenziato che il quadro normativo nazionale è tuttora segnato da gravi ritardi del Governo, a partire dai decreti attuativi sulle Comunità Energetiche Rinnovabili – puntualizza Giudici -. C’erano, e ci sono, grandi aspettative nei territori, ma si sono persi mesi preziosi. Anche il cosiddetto ‘decreto aree idonee’ del governo Meloni è stato scritto male e sta causando l’occupazione indiscriminata di suolo agricolo per attività che poco, o nulla hanno a che fare con impianti agrivoltaici”.
“A questo – prosegue Giudici – si aggiungano i ritardi sul testo unico sulle FER e il progetto di legge sulle aree idonee fatto dalla destra lombarda, che non solo non tutelava il suolo, ma che prevedeva un aumento di produzione da 8 a 12 GWatt, soprattutto in pianura”.
“È grave – proseguono Casati e Scandella – la totale assenza di pianificazione nelle politiche ambientali regionali, ed è paradossale che oggi si parli di protezione del suolo dopo trent’anni di silenzio sul tema. Basti pensare alla deregulation sugli impianti di biometano: fino a 500 tonnellate al giorno non è più richiesta la VIA, con il risultato di strade percorse da più trattori e camion e ulteriore consumo di suolo, senza alcuna valutazione preventiva. Lo stesso è accaduto per logistiche e data center”.
“La vera tutela del suolo agricolo e lo sviluppo delle rinnovabili, su cui siamo in forte ritardo passano attraverso una pianificazione seria, il coinvolgimento dei territori e norme solide e chiare. Tutto quello che la destra non sta facendo, a Roma come in Lombardia” concludono i consiglieri dem.