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Martina «Regolarizzare sarà una svolta, il governo non abbia paura»

06/05/2020   diritti
L’ex Ministro dell’Agricoltura e deputato Maurizio Martina spiega nell’intervista di Daniela Preziosi pubblicata sul Il Manifesto del 6 maggio 2020 perchè è fondamentale procedere con la regolarizzazione.

«Sarà un provvedimento di interesse nazionale per aiutare migliaia di imprese e di famiglie – dice -. Una scelta di sincerità e trasparenza. Una battaglia di civiltà. Noi siamo quelli della legge contro il caporalato. Poi riapriremo il capitolo cittadinanza»

«Quando il provvedimento arriverà vedremo i dettagli, in un caso di questo tipo non sono banali. Ma considero la regolarizzazione del lavoro nell’agricoltura e nelle case una scelta necessaria, figlia di una stagione di impegno per la dignità e la sicurezza del lavoro, partita quando abbiamo voluto la legge sul caporalato». Maurizio Martina, ex ministro dell’agricoltura, rivendica al Pd il provvedimento che ieri è stato terreno di una trattativa difficile nel governo. «La legge sul caporalato, dopo anni di stallo, ha dato un segnale forte. Oggi un provvedimento di emersione e regolarizzazione è necessario per le persone e per l’Italia».

La destra già vi attacca, dice che fate una sanatoria.

La destra va combattuta senza timidezza. Sono convinto che i cittadini capiscano bene l’importanza di far uscire dalla zona nera pericolosa del lavoro illegale migliaia di persone per portarli nella sicurezza, nelle regole, nella legalità. Non dobbiamo avere paura di affrontare questa discussione a viso aperto. Meloni e Salvini sono un disco rotto. Non dobbiamo seguirli nel terreno ideologico che preferiscono, quello di appiccare fuochi. È un provvedimento di interesse nazionale. Per aiutare migliaia di imprese agricole, dare una mano a filiere fondamentali e a migliaia di famiglie, dobbiamo fare un lavoro di sincerità e trasparenza sulle regole. È una battaglia di civiltà.

Giuristi e cittadini chiedono la regolarizzazione a prescindere dal contratto di lavoro.

Comprendo i principi di quell’appello, poggiano su fondamenti che sono i miei. Ma consentire la regolarizzazione di chi può avere un contratto di lavoro è già una svolta. Chiediamo al governo di farlo con coraggio. Conosco il mondo agricolo, cambierà la vita concreta di migliaia di persone.

Il governo socialista del Portogallo ha concesso un permesso temporaneo a tutti gli irregolari. Era impensabile in Italia con il governo Conte?

Una scelta coraggiosa. Conosco Antonio Costa, ho lavorato con lui nei mesi in cui ero segretario del Pd, so bene i principi che lo muovono. Aggiungo però che in Portogallo c’è un clima di collaborazione istituzionale fra maggioranza e opposizione che qui noi ci sogniamo. Lì il leader dell’opposizione di centrodestra ha pronunciato in parlamento un discorso che mai Salvini e Meloni pronuncerebbero.

Oltre alle opposizioni diverse, avete anche un diverso alleato di governo.

Inutile girarci intorno. Rispetto al Portogallo abbiamo una maggioranza di natura politica diversa.

Resta il capitolo delle case per i braccianti, spesso baraccopoli.

L’emersione aiuterà a smantellare aree dove da troppi anni si vive nella totale illegalità, senza diritti e dignità. Proprio grazie alla legge sul caporalato questo governo ha presentato, prima dell’emergenza, un piano triennale. Prevede azioni del sistema pubblico anche sul trasporto dei lavoratori e sugli alloggi. Con il consenso delle parti sociali. Certo, ora va tradotto in azioni. A partire dallo sradicamento di aree come Borgo Mezzanone.

Fino a quando i decreti sicurezza resteranno in vigore?

Dopo l’emergenza e i provvedimenti economici abbiamo bisogno di agire sul tema della cittadinanza, costruendo una nostra idea forte di cittadinanza, adeguata al 2020. Non bastano più le parole antiche della sinistra ma non va più tollerata l’egemonia comunicativa e culturale di una destra che ci ha costretto a discutere con le sue parole e le sue logiche mentre la realtà andava da un’altra parte. È una battaglia che inizia adesso.

In che senso?

Da subito la destra proverà a contrapporre poveri italiani con poveri stranieri. Il provvedimento di emersione va accompagnato a un altro con cui, ad esempio, sia possibile per un cassaintegrato, per un percettore di reddito di cittadinanza o di un qualsiasi ammortizzatore sociale aggiungere il reddito del lavoro stagionale a tempo limitato. Perché chi prende un ammortizzatore sociale non può aggiungere il reddito di un lavoro di qualche settimana in una vigna?

Non approvare lo ius culturae quando eravate al governo è stata un’occasione persa?

Vuole una risposta semplice? Sì.

Circolano ipotesi di cambio di governo. Il Pd sarebbe determinante in un caso del genere. Sosterrete comunque Conte?

Queste ipotesi sono inverosimili. Sono contro qualsiasi gioco di palazzo, tanto più oggi in piena emergenza. Il governo governi. Noi daremo una mano a questo governo a fare il suo mestiere fino alla fine.

Nell’emergenza il Pd è andato al seguito di Conte?

Da bergamasco, da cittadino di una terra che ha vissuto una catastrofe, ho visto il Pd impegnato a ogni livello. La nostra comunicazione segue sempre un principio di responsabilità verso il paese. Non siamo quelli del tweet facile. Ma sono fiero di un partito che non ha l’ossessione della polemica quotidiana. Poi so che dobbiamo fare meglio e di più, verso i ceti produttivi e il mondo del lavoro abbiamo ancora molto da fare. Però con tutti i nostri limiti siamo una comunità politica, il midollo di riferimento del paese, e del governo. Lo dico senza arroganza. Sappiamo che la crisi è più grande di noi e che non abbiamo ancora tutte le risposte che servono.

La Lega cala, M5s non recupera. Perché il Pd non cresce?

Siamo tornati ai livelli delle europee nonostante le uscite. Non è poco. Sono certo che i cittadini capiscano il valore di un partito che garantisce serietà e cerca di stare al merito. Confido che quando sarà ci daranno una mano per essere più forti.
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