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Nella ripartenza, fondamentale gestione condivisa del territorio

La fase 2 si avvicina e con lei la ripartenza, graduale ed in sicurezza, di molte attività nei nostri territori. Il contraccolpo economico dell’emergenza Coronavirus, seppur attenuato dalle numerose misure messe in atto dal Governo, si farà sentire ma l’auspicio è che si possa avvertire presto una tendenza alla ripresa.

Proprio in quest’ottica, ovvero quella della ‘ripartenza’, diventa fondamentale che la Politica rivesta un ruolo centrale nel governare, in maniera condivisa con i territori, lo sviluppo economico affinchè questo sia in equilibrio e sostenibile.

Lo  scorso 17 febbraio, la direzione provinciale ha approvato all’unanimità un documento che indica obbiettivi e strategie e che oggi appare quanto mai attuale: qui e di seguito l’articolo pubblicato oggi da L’Eco di Bergamo sul tema:

Logistica senza regole

“I Comuni lavorino
su piani coordinati”

L’Eco di Bergamo, 20 aprile 2020, pagina 32
di Dino Nikalj

Dobbiamo ridare un ruolo alla politica, per far sì che nelle scelte strategiche del territorio non sia condizionata o debba semplicemente dire dei sì». Un tema che si presenterà ancora con più delicatezza (e importanza) quando la Bergamasca proverà a tornare ad una normalità. Magari diversa in qualche sua componente.


Il documento della segreteria provinciale del Pd è di qualche giorno precedente allo scoppio della bomba Covid-19 «ma è ancora attuale, anzi forse persino di più» spiega il segretario provinciale Davide Casati. Proprio nella ripartenza «sarà necessario individuare e supportare politiche territoriali intercomunali per operare in maniera condivisa, gestendo al meglio le trasformazioni nel pieno rispetto della salvaguardia ambientale e con una logica che tenga conto della larga scala su cui tali processi incidono» si legge nella delibera approvata dalla direzione provinciale.


«Ridiamo ruolo alla politica»


Un orizzonte che, per cominciare, può riassumersi in una sola parola: logistica. Non a caso il documento nasce sulla spinta degli amministratori della Bassa, zona maggiormente interessata all’insediamento di grandi strutture del settore. Con annessi e connessi.


«Dobbiamo sì ridare ruolo alla politica ma anche ai sindaci: nessuno deve sentirsi da solo. Su questi grandi temi bisogna mettersi insieme per area vasta, anche sotto il coordinamento e l’egida della Provincia. Dare cioè vita ad uno strumento programmatorio che vincola tutti i comuni che vi hanno aderito» prosegue Casali. «In questo modo l’operatore economico interessato dovrà rispettare queste regole condivise e non muoversi in autonomia. Noi non siamo contrari a questi insediamenti, ma il processo va coordinato, diversamente chi trova una porta chiusa nel tal comune va in quello vicino e alla fine è il territorio intero che ci rimette».


L’invito è rivolto «in primis alla Provincia a fare da coordinamento, tanto più alla luce della prossima adozione del Ptcp», il Piano territoriale di coordinamento provinciale, attesa ad inizio maggio.


Per la Bassa, ma non solo


«La logica del documento è avere qualche strumento in più degli attuali, anche da parte della Regione, per una pianificazione di area vasta» aggiunge Gabriele Riva, sindaco di Arzago d’Adda, presidente della Conferenza de Comuni e Comunità montane che ha lavorato sul Ptcp, e predecessore di Casati alla segreteria provinciale del Pd.


«Dobbiamo dare una mano ai Comuni per meglio pianificare il territorio soprattutto per quanto riguarda gli insediamenti della logistica. Chiaro che se sul piatto vengono messi considerevoli oneri d’urbanizzazione e si va a trattare con i singoli comuni che spesso hanno fior di difficoltà economiche, lo sviluppo continuerà ad essere squilibrato» spiega Riva.


«Chiediamo quindi ai sindaci di istituire dei comitati di coordinamento territoriale per la predisposizione di appositi Piani d’area sulle zone che presentano maggiore attrattività d’investimenti e che quindi sono soggetti a continue pressioni edificatorie, soprattutto da operatori della logistica» è l’invito di Casati. Rivolto in primis ai sindaci Pd o d’area della Bassa, «ma in generale a tutto il territorio».


In sostanza una pianificazione d’area vasta simile a quella fatta dalla Regione sui centri commerciali. Quelli che prima sorgevano come funghi ovunque e che poi sono invece stati inseriti in una prospettiva più ampia, magari a volte tardiva.


Nel mirino ci sono soprattutto le zone in interconnessione con Brebemi, molto appetibili come confermano i numerosi insediamenti, oltre a quelli finora a livello di ipotesi. Come del resto è il quadro della ripartenza dopo il coronavirus: «Ma proprio in una situazione del genere il territorio va salvaguardato con una visione strategica. Il momento è questo».


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