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Allerta Coronavirus, sosteniamo cittadini e imprese

29/02/2020   lavoro
Per far fronte alle conseguenze economiche all’allerta Coronavirus, il Governo ha varato misure a sostegno di cittadini e imprese non solo della zona rossa e delle regioni più colpite, ma anche dell’intero Paese.

Nel corso di una conferenza stampa, abbiamo illustrato quali sono le misure adottate su scala regionale e anche nazionale.
“Si tratta di un momento difficile  dal punto di vista sociale ed economico  – ha detto  il segretario provinciale Davide Casati -, è importante tenere unite le comunità e contenere il rischio di compromettere il tessuto economico e produttivo”. “Non è tempo di polemiche – afferma il deputato Maurizio Martina, che al ringraziamento a operatori sanitari e sindaci impegnati sui territori aggiunge il richiamo alla necessità di “un salto a livello di Unione Europea, con la costruzione di una nuova idea di protezione”.


Prospettiva condivisa anche dal Viceministro all’Economia Antonio Misiani che auspica un “necessario intervento fiscale coordinato su scala europea, posto che  l’Italia utilizzerà tutti gli spazi di flessibilità permessi dai trattati”. Nel frattempo, spiega Misiani “abbiamo varato misure a sostegno di lavoratori e imprese per oltre mezzo miliardo di euro;  verosimilmente verso la fine della prossima settimana, approveremo un altro pacchetto di interventi a sostegno dell’economia, per un totale di stanziamenti molto più consistente”


Le prossime misure andranno ad aggiungersi a quelle già stabilite dal Governo con i due decreti già emanati: il primo, il decreto ministeriale del 24 febbraio, che ha bloccato i versamenti dei tributi negli 11 comuni della zona Rossa del Lodigiano e in provincia di Padova, e  il secondo – il decreto legge varato ieri in Consiglio dei ministri – che aggiunge per questi comuni la sospensione della contribuzione previdenziale, dei mutui e delle utenze e prevede un primo pacchetto di misure a livello regionale e nazionale, con la proroga di alcuni adempimenti fiscali, lo sblocco della cassa integrazione in deroga per le piccole imprese in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, il potenziamento del fondo di garanzia per le PMI e la previsione di un fondo di 350 milioni di euro per il sostegno all’export.


“Particolare attenzione è stata riservata al comparto turistico e alberghiero – spiega Misiani- con la sospensione dei pagamenti di ritenute e contributi previdenziali su tutto il territorio nazionale , oltre al rimborso per i pacchetti turistici e i titoli di viaggio. Una importante novità è anche l’attenzione per i lavoratori autonomi e i professionisti, per i quali è previsto un contributo di 500 euro mensili nei comuni della zona rossa e l’estensione della cassa integrazione in deroga per gli studi professionali”.


La  deputata  Elena Carnevali, capogruppo dem in Commissione Affari Sociali alla Camera ricorda che “la Regione può utilizzare  le norme contenute nel decreto che consentono l’aumento dell’organico del 15% rispetto alla spesa del 2019, utilizzo delle graduatorie di scorrimento e le possibili convenzioni per la sostituzione del personale sanitario che è alle prese con turni estenuanti e personale ridotto a causa di contagi e isolamenti. E’ necessario prevedere deroghe per assunzioni celeri di personale   e  dare seguito alla possibilità di  assunzione di specializzandi a tempo determinato, visto che il 10% è soggetto a quarantena”. Il decreto  del CDM di ieri sera prevede inoltre che i laureati in medicina che non hanno potuto conseguire l’esame di abilitazione previsto il 28 febbraio possono continuare il percorso formativo di medicina generale. “Ora rimane la necessità di individuare una data a breve per consentire l’abilitazione di oltre 10 mila laureati in medicina – dice Carnevali – che possono così garantire le sostituzione temporanee dei medici di medicina generale”.


“Dobbiamo evitare che la situazione evolva da potenziale emergenza sanitaria ad emergenza vera e propria- conclude il consigliere regionale Jacopo Scandella – ed è fondamentale per questo contenere il contagio dal momento che circa il 10% dei contagiati necessità di un ricovero in terapia Intensiva. C’è bisogno di grande serietà per comporre quel conflitto avvertito dai cittadini tra la necessità di ripartire e tornare alla quotidianità e quella di salvaguardare al massimo la salute in una situazione assolutamente inedita.
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