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Taglio cuneo fiscale, in bergamasca benefici per 335 mila lavoratori

20/01/2020   economia
Da L’Eco di Bergamo
domenica 19/01/2020, pagina 12
di Bendetta Ravizza

Con il taglio del cuneo fiscale oltre 300 mila lavoratori bergamaschi da luglio pagheranno meno tasse e avranno buste paga più pesanti, in alcuni casi fino a 1.200 euro in più su base annua (100 euro in più al mese). È l’impatto sul territorio, secondo le stime del ministero dell’Economia, del provvedimento del governo Conte che con i tre miliardi stanziati in manovra per il 2020 (saliranno a 5 nel 2021) abbasserà le tasse sul lavoro dipendente e ritoccherà in su gli stipendi per circa 16 milioni di lavoratori (4,3 milioni in più degli 11,7 milioni che già ricevono il bonus Renzi di 80 euro), con redditi tra gli 8.200 e i 40 mila euro lordi annui.

I redditi fino a 28 mila euro percepiranno un bonus da 100 al mese, ma all’aumentare del reddito, il credito di imposta si trasformerà in detrazione e andrà a calare: si parla quindi di 97 euro al mese per i redditi da 29 mila euro e 94 per quelli da 35
mila, seguendo a ribasso. Coinvolti anche 335 mila bergamaschi, per i quali il taglio del cuneo fiscale vale nel complesso 62 milioni di euro per il 2020, con un beneficio medio di 185 euro da luglio a dicembre. Per la precisione, 245 mila dipendenti bergamaschi che già prendevano il «bonus Renzi» di 80 euro avranno un aumento e altri 90 mila – che erano esclusi dal bonus – avranno un aumento variabile a seconda delle fasce di reddito.

«Erano molti anni che questo non accadeva – commenta il viceministro del Mef Antonio Misiani –. È una delle scelte più importanti della legge di bilancio del nuovo governo, insieme al blocco dell’aumento dell’Iva (che ha evitato alle famiglie italiane e bergamasche una stangata da oltre 500 euro annui) e al rilancio degli investimenti pubblici e privati. Il taglio del cuneo vuole essere il primo passo per una più complessiva riforma dell’Irpef, che vogliamo mettere in cantiere nei prossimi mesi per renderla operativa dal 2021. L’obiettivo che ci poniamo è ridurre il carico fiscale sui redditi medi e bassi e riequilibrare il sistema tributario nel suo insieme, rendendolo più giusto, più semplice e più favorevole allo sviluppo del Paese». Insomma una prima risposta anche alle opposizioni, che avevano bollato la manovra giallorossa come la manovra delle tasse. Il governo Conte, invece, punta alle detrazioni nette in busta paga anche per far ripartire i consumi delle famiglie. Dal prossimo luglio, quindi, verranno alleggerite le tasse sui lavoratori dipendenti con un reddito lordo annuo tra 8.200 euro e 40 mila euro lordi (nella prima bozza era fino a 35 mila, ndr).

Oggi percepiscono il bonus di 80 euro in provincia di Bergamo circa 245 mila contribuenti: a questi verrà aumentato a 100 euro al mese. Avranno 100 euro al mese anche i dipendenti con redditi tra 26.600 e 28.000 euro (oggi esclusi dal bonus): sono circa 15 mila. Avranno 80 euro al mese i dipendenti con redditi tra 28 mila e 35 mila euro, circa 55 mila ne beneficeranno. Avranno da 80 euro a zero i dipendenti con redditi tra 35 mila e 40 mila euro (circa 20 mila bergamaschi). Lo sconto in busta paga partirà da luglio. Dal 2021 sarà spalmato su tutto l’anno ma per il governo Conte resta il problema di trovare un miliardo in più. Già il prossimo Consiglio dei ministri, intanto, dovrebbe approvare il decreto legge che trasformerà in norme l’accordo raggiunto con i sindacati. Sigle che, però, dal canto loro, chiedono di mantenere alta l’attenzione su pensioni e incapienti, questioni ancora aperte.

 
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