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Scuola · pubblicato il 15 Ottobre 2010

Università: bloccata la pseudoriforma Gelmini, ora si affrontino i problemi veri.



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L`iter legislativo del disegno di legge sull`Università, di cui il ministro Gelmini prometteva l`approvazione in poche ore, è stato bloccato ieri per incongruenze di bilancio.
La preoccupazione rimane forte del mondo che gravita introno all`Università per quella che molti hanno definito una riforma unilaterale, snaturata rispetto ai principi ispiratori che erano stati anche condivisi dal mondo politico e dalle parti sociali.
« Il rinvio della discussione della riforma è un primo riconoscimento alla grande mobilitazione di studenti, ricercatori e docenti che ha coinvolto anche l`università degli studi di Bergamo. I problemi però rimangono aperti.» spiega Miriam Campana, responsabile Università del PD di Bergamo, avvocato e docente a contratto presso la Facoltà di  Giurisprudenza dell`Università degli Studi di Bergamo.
« Sull`Università questo Governo spende tante parole, ma alla prova dei fatti manca il coraggio di investire sul sapere e di innovare il sistema universitario per renderlo aperto, libero e competitivo.
La riforma dell`università come si apprestava ad essere discussa ieri alla Camera significava solo e soltanto il venir meno del diritto allo studio e della ricerca pubblica, essendo riassumibile in un "grosso taglio alle risorse"e nulla più.
Già con la scorsa Finanziaria il Governo aveva portato avanti tagli indiscriminati (sotto forma di riduzione delle risorse) costringendo a una riduzione dei servizi per gli studenti e della qualità della didattica.
Meglio che il Ministro Gelmini rinunci a questa brutta riforma ormai affossata e che il Parlamento decida quali risorse destinare all`università nella legge di bilancio che andrà in approvazione, puntando a premiare Atenei virtuosi come Bergamo.
Dove reperire i fondi? Si può cominciare a intaccare le rendite finanziarie oppure vendere le frequenze che si liberano con la transizione al digitale, mettendo così a disposizione miliardi di euro nei prossimi anni. La riforma e gli investimenti di bilancio renderanno chiaro chi crede nell`università e nella ricerca pubbliche e chi, al contrario, non ci crede e forse non ci ha mai creduto. »

 

 

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