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Scuola · pubblicato il 09 Gennaio 2010

"Welcome" batte la Lega

“Lo sai che significa non fare entrare la gente nei negozi? Vuoi che ti compri un libro di storia?”dice con rabbia Marion, moglie del protagonista Simon, dopo avere visto due ragazzi iracheni malamente cacciati da un supermercato. Se andrete al cinema a vedere “Welcome”, il film rivelazione del regista francese Philippe Lioret, probabilmente sarà questa la battuta che vi porterete a casa, quella a cui ripenserete guardando il ragazzo pakistano che vende le rose nei ristoranti o quello marocchino che mostra le sue pashmine dal bordo del marciapiedi .
Il film è un delicato e doloroso spaccato di storia quotidiana. È la storia di Bilal, ragazzino curdo di appena 17 anni, che arriva clandestinamente in Francia, dopo aver rischiato la sua vita in una lunga e pericolosa traversata a bordo di un tir porta merci. Fermato prima di poter attraversare lo stretto della Manica, continua a fissare l`orizzonte in direzione dell`Inghilterra: è lì che abita Mina, la sua giovane fidanzata, irachena anche lei, scappata per sfuggire alla guerra. Ed è lì che si trova il suo idolo, Cristiano Ronaldo, con cui Bilal spera di poter giocare un giorno. È per questo che, a dispetto di uno Stato che farà “di tutto purché non si trattenga nel nostro Paese”, il ragazzo è disposto a raggiungere la Gran Bretagna a nuoto. Ad impartirgli lezioni sarà Simon, uomo di mezza età con un matrimonio ormai in pezzi e una vita tormentata. Nelle sue incertezze quelle del francese, ma anche dell`italiano, moderno. Il rapporto filiale con Bilal lo porrà di fronte alla stridente contraddizione di una società che punisce con la reclusione chi protegge un clandestino, ma che, quasi con beffarda ironia, scrive “Welcome” sul tappetino davanti casa, pronto ad accogliere un “altro” solo se simile a se.

Nonostante sia stato distribuito in appena 50 sale , gli incassi di “Welcome” hanno superato i 600mila euro, bissando al botteghino il successo riscosso al Festival del Cinema di Berlino. Ironia della sorte, la pellicola che lancia un disperato appello all`accoglienza degli stranieri, ha riscosso un inaspettato successo nelle zone a prevalenza leghista. A Treviso, “Welcome” ha rastrellato 11.500 euro, imponendosi come il terzo incasso assoluto di Natale, a breve distanza dal cinepanettone De Laurentiis e dal fenomeno "Sherlock Holmes". Ma il film di Lioret sta riscuotendo consensi anche in altre piazze del nordest: da Padova, a Bergamo, a Brescia. Una notizia che di certo non farà piacere al senatùr e ai suoi che si segnalano oggi per il “White Christmas”, domani per il suggerimento di non vendere né affittare agli immigrati. Potrebbe essere il segno che qualcosa sta cambiando e che il clima d`odio, quello vero, quello che si scaglia contro chi ha un diverso colore di pelle o credo religioso, si sta affievolendo. O forse, più semplicemente, è la vittoria della realtà sulla finzione della propaganda elettorale, la dimostrazione che una coscienza nazionale improntata all`accoglienza e al rispetto dei diritti umani non può essere spazzata via, e per fortuna, a suon di fazzoletti verdi e spot sulla sicurezza.

Fra i numerosi riconoscimenti al film, anche premio cinematografico `Lux` tributato dal Parlamento europeo. “ `Welcome` - ha detto il presidente dell`Europarlamento, Jerzy Buzek - consegnando il premio al regista, "ci conduce dentro al mondo degli immigrati che vengono in Europa e delle loro speranze per un futuro migliore. E` un tema importante e rilevante per la società , al quale non si può rimanere indifferenti".

Anche per Laura Boldrini, il rappresentante in Italia dell`UNHCR - Alto Commissariato dell`Onu per i Rifugiati, il film ``ci fa riflettere da Europei sulla condizione di questi ragazzi, soprattutto iracheni e afgani, spediti dai genitori all`estero con i contrabbandieri pur di farli fuggire da stenti e persecuzioni. Il problema e` questa concezione, che sta passando in tutta Europa, secondo cui chi risulta privo di documenti e` anche da considerarsi pericoloso, mentre spesso l`irregolarita` e` solo conseguenza dell`impossibilita` materiale di ottenere queste carte o delle regole di Dublino 2, che impongono di chiedere asilo solo nel Paese d`arrivo, che raramente coincide davvero con la meta finale dei migranti”.

Il film di Lioret sull`immigrazione e l`accoglienza conquista il Nord Italia. Fra i premi vinti anche quello del Parlamento europeo.

 

 

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