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Salute · Lombardia · pubblicato il 29 Giugno 2012

Nuovo Patto di welfare di Regione Lombardia: riforma o controriforma?

In questi anni lo scenario complessivo dentro cui vengono erogati i servizi di Welfare ai cittadini lombardi è fortemente mutato: la popolazione invecchia, aumenta la cronicità, sempre più persone devono essere assistite o curate per tempi sempre più lunghi, la composizione sociale è cambiata, la famiglia necessita di politiche di sostegno e di valorizzazione, la riduzione delle risorse economiche ha raggiunto livelli drammatici. Di fronte alle difficoltà derivanti da minor finanziamenti pubblici, la Regione propone un cambiamento radicale del sistema di welfare lombardo, basato sul “passaggio dall’offerta alla domanda”, abbandonando in realtà la centralità della persona e dei suoi bisogni tanto declamata, attraverso il controllo centralizzato di doti e voucher.
Non stupisce il giudizio espresso nel documento inviato a Regione Lombardia dai firmatari di sindacato e terzo settore, poiché molto discutibile, contestabile e contraddittoria è la modalità con cui si chiede di sottoscrivere a coloro che costituiscono il welfare lombardo un “Patto” che in realtà è una proposta unilaterale già scritta che muta radicalmente il modello attuale sociale e socio-sanitario, senza una discussione preventiva nei luoghi deputati agli indirizzi politici quali ilConsiglio Regionale. Una proposta che di fatto ha già preso avvio anche attraverso l’onerosoappalto (Capitolato speciale a supporto dell’attuazione delle politiche regionali di evoluzione dei servizi socio-sanitari e sociali, da 6 milioni di euro, aggiudicato a oltre 4 milioni) oltre che la delibera del 4 aprile riguardante le “ Linee guida di sperimentazione nell’ambito del welfare” .
Il nuovo Welfare lombardo, così come enunciato nel “Patto”, presuppone di fatto il salto del livello decisionale territoriale, penalizzando fortemente la programmazione e la progettazione negli Ambiti e nei distretti che sono invece funzionali all’integrazione tra sociale, sanitario e sociosanitario. L’integrazione della governance a tutti i livelli sarebbe invece necessaria a partire da quello regionale, con lo sviluppo dei punti unici di accesso, la presa in carico globale delle persone, la garanzia della continuità assistenziale nei percorsi di cura, incentivando la gestione associata a livelli territoriali, lo sviluppo di una rete a partire dalla prevenzione e dalla crescita della medicina di territorio, completando, monitorando e perfezionando l’avvio del sistema per la cronicità (CREG), dei posti di cure intermedie e della cura post-acuta attualmente inefficiente ed eterogenea sul territorio lombardo e un rafforzamento delle politiche familiari. L’esasperazione del principio di libera scelta, già oggi per altro garantito, e un modello basato sulla competitività tra gli erogatori di prestazioni e servizi, può produrre effetti collaterali quali un abbassamento della qualità e la perdita di una presa in carico globale della persona e della sua famiglia.
Per tutte queste ragioni, il 4 luglio presso la Casa del Giovane, alle ore 17,30 si terrà un incontro pubblico con i Consiglieri regionali del PD , Maurizio Martina e Mario Barboni ed Elena Carnevali, capogruppo Pd ed il Forum Salute di Bergamo con CGIL, CISL e UIL, i rappresentanti gestori degli enti ecclesiastici e del privato, Confcooperative, Legacoop e il Forum delle associazioni di volontariato socio sanitario bergamasco per un confronto sulla proposta di un Nuovo Patto di welfare di Regione Lombardia .


I Consiglieri Regionali M. Martina, M. Barboni, E. Carnevali, capogruppo Pd Consiglio comunale Bergamo e R. Barbò Forum Salute Pd.


 

 

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