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Europa e mondo · pubblicato il 12 Settembre 2008

Lettera di Carlo Salvioni sul ruolo dell`Europa nella crisi del caucaso

sul gigante economico che è però nano politico e così via. Come mai? Cos`è avvenuto? E` successo che Nicolas Sarkozy, nella sua veste di Presidente di turno del Consiglio Europeo, ha portato a casa da Mosca un altro risultato: il ritiro degli ultimi posti di controllo dell`Armata Rossa dal territorio georgiano entro una settimana e l`evacuazione delle truppe russe dalla zona di sicurezza tra Ossezia e Georgia entro un mese.Il loro posto sarà preso dalle forze di polizia dell`UE, che agiranno con il consenso delle parti e per una volta senza il mandato ONU.Il Presidente francese era già riuscito ad ottenere un primo cessate il fuoco quando i carri russi erano a quaranta chilometri da Tiblisi.Ora, negoziando a nome dell`Unione Europea,ha convinto Mosca a rispettare tutti i punti,seppure in ritardo,dell`accordo sottoscritto con la Georgia.Sarkozy non ha ottenuto né poteva ottenere il riconoscimento da parte russa che Ossezia e Abkazia fanno parte del territorio georgiano.Anzi,ieri il Cremlino ha riconosciuto l`autonomia di quelle province e ha deciso di rafforzare in esse la sua presenza militare.Ma questo è il prezzo che la Georgia paga al fallimento della  riconquista militare delle due repubbliche secessioniste.Né più, né meno di ciò che accadde alla Serbia con il Kossovo.Tuttavia il Presidente di turno dell`Unione ottiene l`avvio di una conferenza internazionale sulla stabilità e sicurezza del Caucaso, che tratterà anche del problema dell`integrità territoriale della Georgia.Si tratta, quindi, di un indubbio successo diplomatico di cui gli europei dovrebbero andare fieri, una volta tanto.E`vero che questo protagonismo europeo è stato propiziato dalla debolezza politica americana del momento, che sicuramente verrà a cessare con l`elezione del nuovo presidente.Così com`è vero che la presidenza francese,con il pieno appoggio della Germania,dà alle istituzioni europee un`autorevolezza inconsueta. Ma non è tuttavia impossibile comprendere come la diplomazia dell`UE sia riuscita laddove le armi dell`unilateralismo americano hanno, in circostanze analoghe, più volte fallito.Da gennaio in poi è lecito dubitare che la nuova presidenza ceca  potrà gestire le crisi internazionali con la stessa grinta e indipendenza mostrate da Sarkozy, ragione, di più, se ce ne fosse ancora bisogno,per procedere alla definitiva ratifica del Trattato di Lisbona che prevede un presidente fisso dell`Unione.
Cordialmente

Carlo Salvioni,
responsabile Europa del PD di Bergamo


Caro Direttore, non abbiamo letto in questi giorni sui massimi giornali nazionali le solite lamentazioni sull`Europa che non c`è,

 

 

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