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Ambiente · pubblicato il 19 Febbraio 2010

La montagna tradita dalla Lega

La nuova norma infatti è ideologica e non risolve i problemi. Anziché adottare una legge di riforma che garantisca le risorse che servono a poter studiare in scuole di montagna, a poter lavorare in settori quali l`agricoltura o l`industria di montagna, a potenziare il turismo di montagna, a far funzionare i servizi pubblici, quelli sanitari e assistenziali in montagna, si scaricano infatti sui piccoli comuni oneri pesanti come il personale delle Comunità montane, i costi dei servizi finora da essi assicurati, gli oneri dei mutui assunti a favore dello sviluppo delle zone montane. Lasciando in cambio un po` di beneficenza ai comuni discrezionalmente individuati dallo Stato.

"Ecco il federalismo della Lega e del Pdl: lo Stato si tiene i soldi, trasferisce le competenze e aumenta gli oneri a carico delle municipalità" commenta Maurizio Martina, Segretario regionale del PD e capolista per il pD in provincia di Bergamo. "Ma il nostro territorio non può essere lasciato morire: dove lo Stato è latitante, la Regione deve intervenire. Però non come ha fatto sui comprensori sciistici delle nostre valli: non bastano gli annunci vuoti senza risorse! E` indispensabile attivare un fondo permanente per lo sviluppo montano, va esteso l`accesso alla banda larga, va incentivato il coordinamento dei Comuni per la gestione dei servizi e promossa decisamente quella grande risorsa che è il turismo di qualità. Inoltre dobbiamo sostenere chi decide di continuare a fare impresa in queste zone". 


Lo Stato taglia i fondi alle Comunità Montane. Così è scritto nel testo della Finanziaria votato dal centrodestra su proposta di Calderoli. In sostanza, per non erogare più gli attuali finanziamenti sono stati ridisegnati i criteri per la definizione di territorio montano: oggi sono comuni montani solo quelli che hanno il 70 per cento del territorio al di sopra dei 600 metri di altezza. In questo modo, il 70 per cento dell`attuale fondo di funzionamento delle comunità montane è incamerato dallo Stato e solo il 30 per cento dei 50 milioni già tagliati è riassegnato a quei comuni montani che rientrano nella nuova definizione leghista di montagna. Una beffa per le terre alte e i loro abitanti!
Per questo, il Partito Democratico Lombardo lancia la sua campagna di denuncia con un manifesto dedicato alla montagna che sarà affisso da oggi in tutti i comuni montani lombardi. Leggi tutto>>

 

 

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