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Scuola · pubblicato il 13 Novembre 2008

Insufficiente il cambiamento di rotta del governo su scuola e università

La mobilitazione dell`opposizione in parlamento e di tantissimi studenti e operatori dell`istruzione nelle scuole e nelle università ha ottenuto un primo importante risultato: il governo è stato costretto a fare marcia indietro nel metodo e nei contenuti sulle proposte originariamente avanzate. Il decreto sull`università varato la scorsa settimana dal consiglio dei ministri accoglie infatti alcune delle richieste avanzate dal Partito democratico, in particolare relativamente al metodo di finanziamento degli atenei. Parzialmente rivisto, inoltre, il blocco del turn over e, almeno per quest`anno, il dimensionamento della rete scolastica che mette e rischio le mini-scuole.
“I cambiamenti intrapresi dal governo segnano una prima vittoria dell`opposizione parlamentare e civile, ma rimangono fortemente insufficienti. I tagli Gelmini-Tremonti al sistema scolastico e universitario permangono e non si sono date risposte alla necessità di inserire i cambiamenti in un percorso di riforma chiaro e complessivo. Serve, invece, una progettualità di lungo periodo che garantisca un sistema pubblico vitale e pienamente inserito nelle dinamiche europee e internazionali.
In merito alle dichiarazioni degli ultimi giorni, lascia fortemente perplessi poi la proposta di penalizzare economicamente i fuoricorso: la dispersione scolastica è un problema serio con radici sociali e non può essere affrontato da un punto di vista meramente economico. Servono strumenti adeguati di orientamento anche in itinere, un reale accesso alle forme di diritto allo studio (in diverse università lombarde sono ancora molto numerosi gli aventi diritto che non accedono di fatto alle borse di studio), un sistema mirato di valorizzazione del percorso degli studenti-lavoratori e l`incremento dei premi per il merito"  dichiara Daniele Mazzola, coordinatore provinciale dei Giovani democratici.
Da qui nasce l`idea dei Giovani democratici di lanciare 10 obiettivi concreti per la Scuola e l`Università in Italia e in Lombardia da sottoporre alla valutazione degli under30 del nostro territorio: in special modo durante le Primarie dei Giovani democratici il 21 e 22 novembre. In più di 20 seggi su tutta la provincia di Bergamo tutti i ragazzi e le ragazze con meno di 30 anni potranno votare per i propri delegati nazionali e regionali e dare indicazioni ai Giovani democratici e ai parlamentari del Pd sulle priorità per il sistema dell`istruzione, dell`università e della ricerca in Italia.

 

 

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Pd e Giovani democratici rilanciano: 10 passi per valorizzare la formazione in Lombardia

 

 

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