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Famiglia e politiche sociali · Bergamo · pubblicato il 19 Aprile 2018

comunicato stampa PERMESSI INVALIDI, INTERROGAZIONE AL MINISTERO DELLA SALUTE DI ELENA CARNEVALI (PD):

PERMESSI INVALIDI, INTERROGAZIONE AL MINISTERO DELLA SALUTE DI ELENA CARNEVALI (PD): "VENGANO RILASCIATI ANCHE A CHI HA DISABILITA` INTELLETTIVE: PUR NON AVENDO PROBLEMI DI DEAMBULAZIONE, NON POSSONO ESSERE AUTONOMI" I disabili hanno diritto a permessi speciali di sosta e circolazione. E` quanto stabilisce l`articolo 381 del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, (Regolamento di esecuzione e di attuazione del codice della strada), per agevolare la mobilità delle persone invalide che: «Per la circolazione e la sosta dei veicoli a servizio delle persone invalide con capacità di deambulazione impedita, o sensibilmente ridotta, il comune rilascia apposita autorizzazione in deroga, previo specifico accertamento sanitario». "Eppure l`interpretazione delle parole «con capacità di deambulazione impedita o sensibilmente ridotta» spesso viene intesa in modo restrittivo - spiega l`onorevole Elena Carnevali, che nei giorni scorsi ha presentato un`interrogazione sul tema (in allegato, il testo integrale) - limitando la concessione dei permessi a persone con disabilità fisiche ed escludendo i cittadini con patologie psichiche; che, pur non essendo limitati nella deambulazione, non possono certo venir considerati autonomi nella mobilità". Nell`interrogazione, Elena Carnevali richiama la posizione più volte espressa dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che ha affermato che «il contrassegno potrebbe essere rilasciato a persone, come il disabile psichico, autistico, che teoricamente non presentano problemi di deambulazione, ma che proprio a causa della loro specifica patologia, non possono essere considerate autonome nel rapporto con la mobilità»; "La disabilità deve intendersi nella sua accezione più ampia - prosegue Carnevali -, eppure ci risulta che, nonostante questa costante linea interpretativa, l`applicazione della norma - in particolare da parte delle aziende sanitarie competenti a certificare il diritto all`autorizzazione - non sia omogenea sul territorio nazionale. In diverse occasioni, infatti, cittadini con disturbi comportamentali, intellettivi e cognitivi o disturbi dello spettro autistico, anche gravi, si son visti negare il permesso speciale in base ad un`interpretazione restrittiva dell`articolo 381". "Il nostro obiettivo - conclude Carnevali - è che anche alle persone con disturbi comportamentali, intellettivi e cognitivi o disturbi dello spettro autistico sia riconosciuto il diritto al contrassegno speciale. Per questo interroghiamo il Ministero, per capire se intenda adottare le iniziative di competenza, anche con una circolare o una specifica nota interpretativa. Per chi tutti i giorni deve misurarsi con grandi sfide quotidiane, questo genere di aiuto può davvero essere di fondamentale miglioramento della qualità di vita".

 

 

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