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Diritti · Bergamo · pubblicato il 14 Novembre 2014

COMUNICATO STAMPA EMERGENZA ABITATIVA

Questa mattina, come molti avranno saputo dagli organi di stampa, un gruppo di esponenti dei centri sociali ha occupato la sede provinciale del partito Democratico chiedendo a me, in qualità di segretario provinciale del partito, di prendere posizione in merito all’emergenza abitativa e in particolare al DL 47 del 28 marzo. Sottolineo con fermezza che la discussione politica non ha bisogno di forzature o gesti intimidatori quindi la mia risposta non è dettata, in modo ricattatorio, da quel gesto, ma dalla trasparenza delle nostre posizioni: l’avrebbero ottenuta semplicemente con una esplicita richiesta. L’ “emergenza casa” è una delle questioni più gravi e urgenti che il Paese si trova ad affrontare e il partito democratico non si sottrae alle responsabilità del Governo, dal livello nazionale a quello locale, con tanti Sindaci impegnati in prima linea, dal capoluogo alla provincia, a trovare soluzioni e promuovere politiche di inclusione sociale in un quadro economico che si è andato via via deteriorando e che inevitabilmente fa crescere la domanda di alloggi a prezzo calmierato. Sul piano nazionale il DL 47 cerca di aumentare “l’offerta di alloggi sociali in locazione… e la promozione, da parte dei Comuni, di politiche urbane mirate ad un processo integrato di rigenerazione delle aree e dei tessuti attraverso lo sviluppo dell’edilizia sociale” (art. 10 comma 1). Questo non solo con una dichiarazione di intenti ma grazie ad un finanziamento di un miliardo di euro che si aggiungono ai 200 milioni già stanziati dal governo Letta, ad un raddoppio del Fondo per morosità incolpevole (creato ad hoc da Letta con 100 milioni di euro e portato ora a 200 milioni dal Governo Renzi) e ad un fondo di 200 milioni di euro per il sostegno affitti e a 500 milioni di euro per rendere abitabili appartamenti ora inservibili. Questi sono i numeri su cui credo sia giusto riflettere chiedendo poi a Regione e Aler di fare la loro parte. Se tutta la questione si concentra invece sull’articolo 5 di questo DL, che di fatto prova ad arginare l’occupazione abusiva vietando ai comuni di consentire gli allacci e di dare la residenza a chi occupa abusivamente un appartamento pubblico, credo che debba valere un primo principio base di un qualsiasi Stato di diritto che è il principio della legalità. Nessuno mette in discussione il dramma di chi non ha una casa ma l’occupazione abusiva non è solo un reato: toglie la possibilità ad un’altra famiglia che è regolarmente in attesa in graduatoria di avere la risposta che merita ad un bisogno che è lo stesso dell’occupante abusivo. Detto questo, il non concedere la residenza non va comunque a ledere diritti (come sostenuto da alcuni): il non avere residenza non inficia la garanzia dell’assistenza sanitaria e dell’accesso scolastico ai minori. Per concludere, il partito democratico provinciale continuerà a chiedere un forte impegno ai propri rappresentanti istituzionali a tutti i livelli perché si mettano in campo tutti i provvedimenti possibili a favore dei più deboli e quello della casa torni ad essere al più presto un diritto per tutti. Il Segretario provinciale Gabriele Riva

 

 

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