22 Giugno 2018      pdlombardia.it      partitodemocratico.it  
 
 
Articoli
Scuola · Italia · pubblicato il 08 Febbraio 2013

Carnevali (PD): Diritto allo studio, la scuola merita più impegno

Il diritto allo studio, a una scuola e a un`università che offra a tutti le stesse possibilità indipendentemente dal ceto sociale e che premi i più meritevoli, per il Pd è una priorità assoluta. Non lo diciamo per cercare consensi tra i giovani, ma perché questi temi nei nostri programmi ci sono, e non da oggi.
La scuola italiana ha vissuto anni difficili: la Moratti e la Gelmini lanciavano le tre I (Inglese, Internet e Impresa) e lo slogan “serietà, merito ed educazione”, mentre tagliavano per 8 miliardi e 132.000 posti di lavoro, riducevano compresenze e tempo pieno e le classi “pollaio” diventavano la norma. I risultati li fornisce il rapporto Istat 2012: in Italia 2 milioni di giovani tra i 15 e 14 anni non sono né a scuola né al lavoro,il tasso di abbandono scolastico è del 18,8%, i livelli di istruzione sono troppo bassi: la quota di persone con qualifica o diploma superiore raggiunge il 34,5% mentre è solo l’11,2% possiede un titolo di studio universitario.

Il Partito democratico vuole invertire la rotta, non con gli slogan vuoti ma con un piano ben preciso.

Per prima cosa promuoveremo una “fase costituente”, con una consultazione nazionale e l`obiettivo di avvicinarci alle medie europee nella riduzione degli abbandoni scolastici, nel numero dei diplomati e dei laureati.
Per raggiungere questa meta pensiamo ad un piano straordinario che porti al 33% la copertura dei posti all`asilo nido come, chiesto dall`Europa; nella scuola primaria puntiamo a rivitalizzare tempo pieno e modulo a 30 ore con le compresenze; per la scuola media, in cui l`abbandono scolastico è diventato un punto critico, pensiamo tra l’altro che si debba allungare il “tempo scuola” (scuole aperte anche al pomeriggio con sport, tecnologia, studio in gruppo, ecc); per il ciclo superiore, il Pd propone un primo biennio unitario, così che la scelta del corso di studi non sia fatta a 13 anni, ma con più consapevolezza dopo i primi due anni della secondaria.
Fondamentale in questo contesto sarà il rafforzamento della formazione tecnica e professionale
per rilanciare il Made in Italy nel mondo e per rispondere sia alle esigenze imprenditoriali locali, sia ad un’offerta di eccellenza, da consolidare nei settori strategici dello sviluppo del Paese.
 
Ma a costituire una vera e propria emergenza sul fronte dell`uguaglianza sociale è il mondo dell`università e della ricerca, soprattutto dopo che l`ultima legislatura Berlusconi-Monti ha scelto di rispondere alla crisi con i tagli: tra 2009 e 2013, è calato del 12 per cento il finanziamento statale alle università e la mannaia è caduta anche sugli organici. Il risultato è la “fuga dall’università” (-10 per cento di immatricolati nell’ultimo anno), anche e soprattutto a causa delle tasse più alte del sistema continentale e del peggior sistema di diritto allo studio: hanno borse solo il 7 per
cento degli studenti (25,6 in Francia, 30 in Germania, 18 in Spagna).
Il risultato è che solo il 10 per cento dei giovani italiani con il padre non diplomato riesce a laurearsi (40 in UK, 35 in Francia) e perdura lo scandalo degli idonei senza borsa, soprattutto al Sud.
Il Partito democratico punta sulla discontinuità, a cominciare dalle risorse: un rifinanziamento pluriennale delle università pubbliche per raggiungere le medie europee in 5 anni; cancellazione dell’inutile ‘fondo per il merito’ e finanziamento di un Programma nazionale per il merito e il diritto allo studio, che affianchi gli interventi regionali sulle residenze universitarie; passare in 5 anni da 20mila a 100mila studenti Erasmus all’anno (con sgravi fiscali per le famiglie, riconoscimento dei crediti, scambi di ospitalità); rivisitazione dell’Agenzia per la valutazione (ANVUR); meno burocrazia e più autonomia per gli atenei; per i ricercatori, contratto unico e stop al precariato; programmazione e finanziamento della ricerca con il metodo dello European Research Council; programmi di ricerca industriale per gli investimenti privati, con defiscalizzazione per le attrezzature e incentivi all’assunzione di dottori di ricerca qualificati.

 

 

Leggi gli articoli
per categoria

Proposte programmatiche

Agricoltura

Ambiente

Cultura

Diritti

Donne

Economia

Enti locali

Europa e mondo

Famiglia e politiche sociali

Formazione politica

Giustizia

Immigrazione

Informazione

Infrastrutture e trasporti

Lavoro

Riforme e PA

Salute

Scuola

Sicurezza

Terzo Settore

Universita' e ricerca

Posizioni PD

via S. Lazzaro 41, Bergamo | tel. 035.248180 | fax 035.248765 | segreteria@pdbergamo.it  |  credits