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Diritti · Italia · pubblicato il 17 Gennaio 2014

Angeloni e Riva, PD: Un carcere sovraffollato non garantisce la sicurezza. Lega come sempre demagogica

Apprendiamo dalla stampa che la Lega Nord, che forse spera di recuperare al crollo dei consensi evidenziato anche dagli ultimi sondaggi puntando ancora una volta sulla paura e sull`odio, si presenterà domattina fuori dalla casa circondariale di via Gleno per protestare contro il "decreto svuota carceri". 
Non pretendiamo di voler insegnare il rispetto della Costituzione italiana a chi non perde occasione per insultarla ed attaccarla, così come ci sembra superfluo ricordare che proprio la recente condanna dalla Corte europea dei diritti umani in materia di detenzione e trattamenti disumani nei confronti dei detenuti ha generato il decreto che ora la Lega contesta, proprio per evitare ulteriori condanne e procedure di infrazioni europee. Ci sembra anche importante ricordare che le misure presenti in questo decreto si applicheranno ad un numero così limitato di casi che difficilmente sarà possibile risolvere in questo modo il problema del sovraffollamento carcerario.
 E` soprattutto a causa di tre leggi (Bossi-Fini, Fini-Giovanardi ed ex Cirielli), tutte approvate dal centrodestra, che siamo arrivati a questa situazione. Una situazione in cui, per la miopia di norme demagogiche, il carcere diventa non uno strumento di riabilitazione ma di tortura in cui la rieducazione diventa impossibile per il sovraffollamento e le poche risorse. Un luogo che riconsegna alla società uomini che raramente escono migliori di come sono entrati. 
Per migliorare davvero la sicurezza delle nostre città bisognerebbe, come ricordato recentemente dal Presidente della Repubblica, smettere di utilizzare la carcerazione come strumento per risolvere i problemi sociali, ma puntare al recupero del detenuto.
Infine, che si faccia strumentalizzazione politica di un luogo di sofferenza e di complessità di storie come quello del carcere, è una cosa che come cittadini non vorremmo mai vedere.
Invitiamo pertanto i politici leghisti a non limitarsi ad un presidio con le proprie bandiere, ma a varcare quella soglia ed entrare per vedere in faccia chi il carcere lo vive ogni giorno ed ogni notte, che sia un detenuto o un membro della polizia penitenziaria.
 Potrebbe allora capitare che rivedano così le proprie idee infondate e preconcette e si riconoscano finalmente nei valori della Costituzione democratica.

Giacomo Angeloni, responsabile Diritti e Integrazione - Pd Bergamo
Gabriele Riva, segretario provinciale Pd Bergamo

 

 

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