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Manifestazione 8 marzo a Bergamo

Dalla federazione · Hinterland
08 Marzo 2017 · ore 18:00
Bergamo · piazzale della Malpensata

8 marzo: Giornata internazionale della donna e non semplicemente festa della donna. L’8 marzo è una giornata per dare valore e riconoscimento alle tante lotte che le donne hanno portato avanti e alle loro conquiste sul piano dei diritti, dell’economia e della politica contro le discriminazioni e la violenza. In tanti anni forse le frasi hanno cambiato tenore, ma nella sostanza il messaggio resta immutato. Ancora oggi si assiste ad un divario di genere che penalizza le donne nell’occupazione (dati Istat 2015: tasso di occupazione femminile pari al 47,5% mentre quello maschile pari al 65,7% - attualmente l’Italia è ultima in Europa per tasso di occupazione lavorativa femminile e 2,7 milioni è il numero di occupate che servirebbe per allinearsi con la media europea. - Con una perdita per il pil, secondo uno studio del Fondo monetario internazionale, del 15% per l’esistenza del gender gap), nella disparità di retribuzione, ( Le donne italiane vengono pagate meno a parità di lavoro degli uomini e sono più esposte al part-time involontario e alla precarietà: Nella vita privata: 2.3 milioni di donne italiane risultano inattive per motivi di famiglia - Secondo Eurosat le donne italiane dedicano alle responsabi-lità familiari più tempo di tutte le altre donne europee ben 5 ore e 20 minuti al giorno), nella rappresentanza di genere e più in generale nella partecipazione paritaria delle donne alla vita poli-tico-sociale, ( secondo l`analisi 2015 del World economic forum sul Global Gender Gap, l`Italia si colloca al 41° nella classifica mondiale per la parità di genere), nella insufficienza di servizi come infrastrutture della libertà femminile, dell’autodeterminazione, nel problema strutturale della vio-lenza di genere( l’Istat stima che in Italia 6 milioni e 788 mila donne hanno subito un atto di violenza nel corso della propria vita), nell’utilizzo di un linguaggio sessista. Negli ultimi anni abbiamo adottato molti provvedimenti in tema di politiche di genere e di contrasto alla violenza di genere. Ne ricordiamo qualcuno: la ratifica della Convenzione di Istanbul quale cornice generale di tutte la nostra azione perché inquadra la violenza in un sistema politico, culturale, sociale, economico, istituzionale, nell’ambio delle azioni di prevenzione e sostegno a chi subisce violenza ( decreto contro il femminicidio che rende più incisivi gli strumenti di repressione penale di maltratta-menti in famiglia, violenza sessuale e stalking, e rafforza prevenzione e protezione; lo stanziamento di risorse il Piano contro la violenza sessuale e di genere; i congedi per le vittime di violenza) , la can-cellazione delle dimissioni in bianco, l’estensione delle indennità di maternità e dei congedi di mater-nità e paternità, istituzioni più rappresentative, l’educazione di genere. La Giornata Internazionale della Donna ci offre l’opportunità di riflettere sulla visione politica e cultu-rale che orienta ciò che abbiamo fatto e che vogliamo continuare a fare per diffondere una cultura di-versa, rispettosa delle differenze e inclusiva. Eliminare la violenza che non è un’emergenza ma la manifestazione più grave ed estrema della dispa-rità tra i generi e costruire la parità di genere sono parte di un orizzonte di cambiamento dei percorsi di sviluppo sociale, economico, culturale. Un percorso politico, culturale e normativo di innovazione, di civiltà, di recupero e condivisione di conoscenza, per rimuovere attraverso leggi e comportamenti ciò che impedisce la piena cittadinanza delle donne. Ora dobbiamo dare continuità alle scelte fatte ed implementare i nostri interventi, agendo cia-scuna e ciascuno con la propria funzione e responsabilità – politica, istituzionale, professionale, universitaria, associativa -, ma tutte e tutti con consapevolezza e obiettivi comuni: eliminare di-scriminazioni e violenze e costruire effettive pari opportunità, realizzare una società che riconosce pari dignità alle sue cittadine e ai suoi cittadini, che rimuove ostacoli e pregiudizi. <

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